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Matteo Renzi: «Il Pd? La sua morte è questione di mesi. Il Terzo polo può diventare il primo partito»

Il leader di Iv: in futuro un partito populista a sinistra e noi come unica alternativa

Sul gas «l’egoismo nazionale tedesco è frutto di miopia e fa male all’Europa intera». Mentre a Giorgia Meloni «servirà intelligenza per convincere l’Europa». Infine, il Pd, che è finito «anche se non lo ammettono». In un’intervista ad Avvenire il leader di Italia Viva Matteo Renzi va all’attacco degli avversari e celebra i risultati del Terzo Polo. Per l’ex premier «sarà importante capire se il nuovo esecutivo sarà capace di costruire una strategia europea. Altro che slogan meschini come ‘la pacchia è finita’». Da un probabile governo Meloni Renzi dice di non aspettarsi molto: «La destra è divisa, le sfide complesse, il governo avrà pochi giorni di luna di miele». Se tra qualche mese, «una volta affrontate le sfide internazionali che oggi mi tolgono il sonno, vorranno aprire il dialogo sulle riforme, noi ci saremo».


Europeismo e sovranismo

Il dialogo può esserci «su tutto, ma loro sono la maggioranza e noi l’opposizione. Civile ma dura, durissima. Perché all’Italia oggi serve europeismo, non sovranismo». In ogni caso, secondo Renzi, la leader di Fdi «governa solo perché Enrico Letta le ha sbagliate tutte. Mai vista una leadership così incapace nella storia della politica italiana. Qualsiasi altra scelta Letta avesse fatto, oggi non avremmo un governo Meloni». Per Renzi «il Pd è finito. Lo sanno tutti, anche quelli che non lo ammettono. Ci sarà una destra forte, un partito di sinistra populista con Conte, D’Alema e Bettini e l’area macroniana liberal-democratica». La verità «è che le scelte di Letta sono state letali per il Pd. È solo una questione di mesi». Il leader di Iv torna anche sul risultato di Azione-Iv: «In un mese di campagna abbiamo preso l’8%, siamo il partito più votato nelle università e, per molti sondaggi, quello più scelto dai giovani, abbiamo eletto più donne degli altri. Da qui alle europee del 2024 possiamo diventare il primo partito».


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