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La vera storia dei denti d’oro trovati in una camera di tortura in Ucraina (erano stati rubati a un dentista)

Si presumeva che fossero stati strappati ai prigionieri. Poi la rivelazione della Bild

In una camera di tortura degli occupanti russi a Pesky-Radkovski, nella regione di Kharkiv, liberata dalle truppe ucraine, era stata trovata una vaschetta di plastica piena di denti d’oro. Inizialmente, si presumeva che fossero stati strappati ai prigionieri che erano stati rinchiusi lì dentro. Sono diversi gli oggetti che sono stati rinvenuti, quali fili elettrici, lacci e un foglio con la verbalizzazione dell’interrogatorio di un prigioniero ucraino. A darne notizia è la testata Bild, che riferisce come successivamente un dentista locale ne abbia reclamato la proprietà. «I denti sembrano essere stati rubati dal mio ufficio, i russi hanno derubato la mia casa. Queste sono i denti delle persone che ho trattato in tutti questi anni», ha raccontato il dentista Sergey.


Il racconto di Sergey

BILD \ Denti d’oro trovati a Pesky-Radkovski, Kharkiv, ottobre 2022

«I residenti mi hanno detto che i russi ci stavano spaventando le persone», ha detto, aggiungendo che lui sarebbe l’unico dentista del posto. Le istituzioni e le testate locali avevano parlato di denti presi dagli ucraini come prova delle torture perché venivano effettivamente usati per spaventare i cittadini.


Perché i russi hanno rubato i denti

Secondo il racconto di Sergey, i russi avrebbero rubato i denti perché pensavano che fossero di oro vero, quando in realtà sarebbero di acciaio inossidabile, e perché volevano intimidire i prigionieri ucraini. Pertanto, ha smentito l’ipotesi che i denti provenissero da persone morte o torturate: «Sono di persone che ho curato negli anni. Ho tolto quei denti perché erano cattivi. In 30 anni ho rimosso decine di migliaia di denti, questa è solo una piccola parte. A volte tiro da cinque a otto denti al giorno, e questo è da 33 anni il mio lavoro». Tuttavia, come riferiscono sia Bild che Obozrevatel che hanno seguito la vicenda, è indubbio che nel villaggio in questione si praticassero torture brutali, così come in altri luoghi occupati dai russi, e che quando l’esercito di Putin è entrato a Pesky-Radkovski ha cacciato le persone dalle loro case. In una di queste hanno poi allestito una camera di tortura in cui le persone venivano intimidite e maltrattate.

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