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Il neo presidente del Senato Ignazio La Russa: «Grazie a chi mi ha votato fuori dalla maggioranza»

Il confondatore di FDI ha donato rose bianche a Liliana Segre: «Voglio ringraziare la presidente morale del Senato, la senatrice Segre. Non c’è una sola parola che non abbia meritato il mio applauso»

«Non ho preparato un discorso, ma voglio iniziare ringraziando tutti quelli che mi hanno votato, quelli che non mi hanno votano e quelli che si sono astenuti e se mi consentite quelli che mi hanno votato pur non facendo parte della maggioranza di centrodestra», così è iniziato il primo discorso in Aula di Ignazio La Russa, neopresidente del Senato, eletto con 116 voti su una maggioranza di 104. Ha chiarito le sue priorità politiche. Dopo aver omaggiato Papa Francesco per aver dato «un’indicazione spirituale e morale per cercare di battere la povertà», ha rivolto il suo pensiero alle donne e agli uomini in divisa. «Li porto nel cuore per la mia storia politica e istituzionale, simboli degli ideali di pace e e sicurezza». ha detto. La Russa ha portato un mazzo di rose bianche per Liliana Segre, che ha aperto nelle scorse ore la seduta, tra applausi dai banchi del centrodestra e dell’opposizione e ha detto: «Voglio ringraziare la presidente morale del Senato, la senatrice Segre. Non c’è una sola parola che non abbia meritato il mio applauso». Rivolgendosi all’ormai ex presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha precisato che «anche in questa legislatura si parlerà di riforme». Poi ha aggiunto: «Al Senato può spettare il via alla necessità di aggiornare – non la prima parte che è intangibile – quella parte della Costituzione che dia più capacità di dare risposte ai cittadini e di appartenere alla volontà del popolo».


Il pensiero alle guerre e standing ovation per i militari italiani caduti in Afghanistan

Non è mancato il riferimento alla guerra in corso a Kiev: «Ai patrioti ucraini va il mio pensiero, così come ai profughi e ai rifugiati ucraini e che da ogni parte del mondo scappano da quella guerra e dalle guerre e devono essere accolti con onore». Un pensiero che ha rivolto a tutti i conflitti nel mondo, presenti e passati: «Nella mia lunga vita politica i momenti più toccanti e che ricordo con più tristezza e dedizione sono quando ho portato sulle mie spalle le bare dei soldati in Afghanistan e a loro e a tutti i caduti di ogni guerra va il mio deferente omaggio». Il nuovo presidente ha infatti un lungo curriculum istituzionale. Oltre a essere stato vicepresidente sia della Camera che del Senato, è stato ministro della Difesa per tre anni nell’ultimo governo Berlusconi.


Il ricordo di Pertini, Falcone, e Borselino

Di fronte alla citazione dei militari italiani c’è stata standing ovation in tutta l’Aula. Da qui La Russa ha iniziato a raccontare il suo percorso politico. «Ho cominciato a far politica appena nato, mio padre faceva politica, aveva la sue idee mai rinnegate. Io ho iniziato nelle organizzazioni giovanili, nei momenti della contestazione, della violenza, della resistenza al terrorismo». Poi l’omaggio a un ex presidente della Repubblica storico: «Una frase mi ha sempre ispirato su come comportarmi, una frase di un presidente di estrazione non proprio come la mia: Sandro Pertini. “Nella vita è necessario sapere lottare non solo senza paura, ma anche senza speranza”. E io aggiungo che la lotta serve non solo quando pensi di poter vincere, ma anche quando pensi valga la pena di essere vissuta». Oltre a carabinieri, polizia, politici, e giornalisti, l’esponente di Fdi ci ha poi tenuto a ricordare anche i simboli della legalità, quali Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino, dicendo che farà «tesoro dei loro insegnamenti e dei loro sacrifici». Facendo eco al discorso di Liliana Segre, La Russa ha voluto omaggiare le tre date citate da lei: il 25 aprile, il primo maggio e il 2 giugno, ma aggiungendone un’altra, la nascita del Regno d’Italia. «Prima o poi dovrà assurgere a festa nazionale», ha sottolineato.

«Sarò il presidente di tutti»

Molti i riferimenti che il neo presidente ha fatto sulla tutela dei diritti, con riferimento specifico alla necessità di combattere e prevenire le violenza sui minori e sulle donne, definite da La Russa come lo «squallore della società». Ci ha poi tenuto a sottolineare l’importanza dell’Unione europea. «C’è una parola che dobbiamo recuperare tutti: comunità». L’Unione europea – ha proseguito – dev’essere ancora comunità e speranza di pace se saprà come deve per fare elevare il suo raggio d’azione sempre più in alto. Infine, ha concluso il suo intervento dicendo che sarà sua premura «essere il presidente di tutti».

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