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Quanto costa lavorare da casa: così lo smart working fa crescere le bollette di elettricità e gas

Gli esempi con una coppia e con una famiglia di tre persone: cosa succede ai conti

Quanto costa lavorare da casa? Mentre lo smart working si diffonde nei piani dei comuni per risparmiare energia, un’indagine di Altroconsumo per il Sole 24 Ore fa i conti in tasca a chi ha l’ufficio nella sua abitazione. Stimando un incremento da 298 a 323 euro per l’energia elettrica e fino a 476 euro per il gas. Nella simulazione vengono usati due scenari. Il primo è quello di una casa con due persone. Il consumo medio è di 1.900 kWh annui. Nel secondo caso si mette in prova una casa con tre persone: due adulti e un bambino. In questo caso in condizioni ordinarie il consumo è pari alla media tra i clienti domestici. Ovvero 2.700 kWh. In entrambi i casi si considera il riscaldamento autonomo e i cinque giorni della settimana lavorativa in casa invece che in ufficio.


I costi del lavoro agile

«Per l’utilizzo del Pc abbiamo stimato un consumo annuo aggiuntivo di 130 kWh all’anno», secondo Altroconsumo. Ma vivere in casa comporta comunque consumi ulteriori: «Abbiamo stimato un incremento pari al 5% del consumo di partenza per considerare i consumi diffusi, difficili da mappare e identificare singolarmente». Il risultato è di 95 kWh in più all’anno per la casa con due persone e 135 kWh in più all’anno per la casa con tre persone. Sommando le spese aggiuntive nel caso di due persone ci saranno 433 kWh in più. E il costo totale dell’energia elettrica passerà da 1.900 a 2.333 euro l’anno. Con un incremento del 35%, pari ai consumi di un trimestre. In una famiglia di tre persone, invece, l’incremento dei kWh consumati è del 19%. «Si tratta di 473 kWh in più, che fanno passare la stima della spesa annua da 1.726,6 euro annui a 2.049 euro circa. In percentuale significa un aumento del 19 per cento. Praticamente è come se la famiglia di tre persone pagasse un bimestre in più». Ma ci sono da considerare anche i consumi del gas. «Rimanere a casa per lavorare implica che la temperatura non possa essere impostata al di sotto di una certa soglia. Immaginiamo che (in linea con il piano Cingolani), il termostato sia impostato per garantire una temperatura che oscilla tra i 19 e i 20 gradi». Il consumo aggiuntivo è pari a 165 metri cubi in più. Mentre è limitato l’impatto della cucina a pranzo: «Gli effetti sulla nostra bolletta sono i seguenti: +13% dei consumi in metri cubi (più o meno un mese invernale con temperature non molto rigide), pari a 476 euro in più in bolletta (+12,7% di spesa)».


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