Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Uefa Football: il fondo speculativo che ha truffato 50mila risparmiatori con uno Schema Ponzi

Nei guai artigiani, lavoratori e piccoli imprenditori del centro e del sud Italia

Si chiamava “Uefa Football” ma l’organizzazione calcistica non ne sapeva nulla. Ma con un nome così rassicurante e un logo così evocativo non poteva che avere un grande successo. E così circa 50 mila risparmiatori si sono ritrovati a che fare con una truffa con il classico Schema Ponzi. La Consob ha sospeso il 12 ottobre in via cautelare l’attività della piattaforma. Nei guai sono finiti giovani, lavoratori, artigiani e piccoli imprenditori del centro e del sud dell’Italia. Il Corriere della Sera racconta oggi che “Uefa Football” si presentava come «finanziato dal consorzio degli Emirati Arabi, la sede centrale a Londra, è un modo per investire e gestire la finanza calcistica al fine di creare reddito a basso rischio e lungo termine…». Prometteva guadagni scommettendo sui risultati delle partite.


L’investimento iniziale

Si iniziava con un investimento iniziale esiguo che portava ottimi guadagni. Invogliando così il risparmiatore ad aumentare il capitale. Non appena succedeva, nessuno guadagnava più niente. E dalla scorsa settimana nessuno riesce più a ritirare il denaro dal conto. Per ora è mistero su chi ci sia dietro: lo scorso 17 settembre un evento in Italia a Caserta ha radunato 300 persone. Sono spuntati collegamenti con un fondatore chiamato Sam e dai tratti orientali. E una ragazza che si fa chiamare Miss. Ma niente altro. In compenso prima di chiudere tutti i conti il fondo aveva cominciato a chiedere il 26% dei guadagni come tassa dovuta. Un segnale, forse, dei problemi finanziari in arrivo. Che hanno coinvolto molti: «Ho visto la possibilità di arrotondare lo stipendio e mi sono buttato pensando a una cosa seria della Uefa, ce li ho rimessi anche se non erano molti ma so di gente che ne ha persi 50mila e voleva suicidarsi», racconta una delle vittime.


Foto copertina: Decrypto.org

Continua a leggere su Open

Leggi anche: