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Piacenza, la cena «tra camerati» per l’anniversario della Marcia su Roma: decine di adesioni

21 Ottobre 2022 - 09:33 Redazione
Italian extreme right Bruno Di Luia (2L), Maurizio Boccacci (3L) and militants use the fascist 'Roman salute' to wave the coffin of Stefano Delle Chiaie at San Lorenzo al Verano church in Rome, 12 September 2019. Italian neo-fascist Stefano Delle Chiaie died on 10 September 2019 at a hospital in Rome at the age of 82. Delle Chiaie, founder of the National Vanguard (Avanguardia Nazionale) group, is considered to have played a major role in Italy's 'years of lead' (Anni di piombo) of social and political turmoil in the 1970s and 1980s. He was allegedly involved in the case of the 1980 terrorist bombing of the Bologna railway station, in which 85 people were killed, although he was afterwards acquitted.
ANSA/CLAUDIO PERI
L'invito è rivolto a chi vuole ricordare la «Rivoluzione che giunge al centesimo anniversario»
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Una «cena tra camerati» per «celebrare l’anniversario della Marcia su Roma». Questa l’iniziativa organizzata per il prossimo 28 ottobre in un ristorante nel pieno centro di Piacenza, che avrebbe già raccolto decine di adesioni. Nell’invito a firma dell’Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi della Repubblica sociale italiana – con tanto di aquila romana nell’intestazione – si legge che l’intenzione è quella di «cenare cameratescamente» nel ricordo della «Rivoluzione che giunge al centesimo anniversario». Una «nostalgia» che non ha potuto fare a meno di scatenare polemiche. Il fatto che «un gruppo di nostalgici del fascismo, o più che nostalgici irriducibili, si radunino a cena per evocare il Mussolini che compì l’atto fondativo della dittatura» è da brividi, secondo quanto si legge nella prima pagina di Libertà, il principale quotidiano locale. A detta di Pino De Rosa, segretario provinciale dell’Ugl nonché scrittore ed editore, si tratta invece di una ricorrenza che «si ripete da anni e non ha alcuna valenza politica né aspirazioni programmatiche ma è solo un’iniziativa privata oltre che un coraggioso esercizio di libertà. Quella di poter affrontare temi che attengono alla storia del popolo italiano senza ipoteche pregiudiziali». Piacenza ricevette nel 1996 la Medaglia d’oro al Valor Militare dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro «a riconoscimento del doloroso e intenso impegno durante la lotta di liberazione dalla dittatura nazi – fascista».

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