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Sondaggi, FdI sfiora il 30%: alto gradimento per Meloni, ma la scelta dei ministri non convince

29 Ottobre 2022 - 11:30 Redazione
Italy's Prime Minister Giorgia Meloni poses with the bell used by the cabinet president to manage cabinet debates, during the handover ceremony at Chigi Palace in Rome, Italy, 23 October 2022. Newly elected Prime Minister Giorgia Meloni and her cabinet were sworn in on 22 October. ANSA/ETTORE FERRARI
Più frammentate le attese sull'azione del governo, che a seconda del tema raccolgono pessimisti o ottimisti
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Se il governo Draghi, tra emergenza pandemica ed esigenza di “unità nazionale”, aveva sospeso per un po’ la conflittualità tra i partiti, Giorgia Meloni attira inevitabilmente opinioni più polarizzate. Lo scrive Nando Pagnoncelli, numero uno di Ipsos, che sulle colonne del Corriere della Sera rende noti i dati più aggiornati sul nuovo esecutivo. Rispetto al quale, i giudizi positivi prevalgono di poco su quelli negativi per il neonato esecutivo (42% contro 40%) e in misura superiore per la premier (44% contro 38%). Secondo le opinioni raccolte dopo il discorso programmatico alle camere di Meloni, l’indice di gradimento nei suoi confronti risulta pari a 54, per il suo governo si attesta a 51. Meloni risulta superare le aspettative al di fuori del suo elettorato di riferimento, ottenendo un giudizio positivo dal 23% degli elettori del centrosinistra, dal 27% dei pentastellati e dal 29% degli astensionisti.

Il consenso della neopremier

Un fattore impossibile da tralasciare, tuttavia, è quello dell’astensione. Nonostante la coalizione di centrodestra abbia trionfato nelle ultime elezioni raccogliendo il 43,8% dei consensi, infatti, la maggioranza nelle urne non rispecchia la maggioranza nel Paese. Tenuto conto del livello-record di astensione (16,7 milioni di elettori hanno disertato le urne e a questi si sommano 1,3 milioni di schede bianche o nulle) e dei voti ottenuti dai partiti dell’opposizione, la coalizione vincente rappresenta il 26,7% del totale degli elettori. Ma l’approvazione riscossa da Meloni anche al di fuori del suo bacino elettorale, puntualizza Pagnoncelli, «non era affatto scontata» e fa salire il suo gradimento. Nonostante la neo-eletta premier piaccia decisamente, non si può dire altrettanto dei suoi ministri. La sua squadra di governo, infatti, sembra attrarre pareri negativi (42%) più che positivi (38%), presumibilmente per la presenza di 11 ministri che avevano già fatto parte di precedenti esecutivi di centrodestra. Malumori che serpeggiano anche tra gli elettori di Fratelli d’Italia e degli alleati.

I pronostici

Più frammentate sono invece le attese sull’azione del governo, che variano a seconda del tema. Rispetto al controllo dell’immigrazione e alle politiche fiscali, per esempio, la previsione è di un sostanziale miglioramento. Per quanto riguarda politiche ambientali, coesione e pace sociale, riduzione delle diseguaglianze e sostegno alle fasce sociali più deboli e rafforzamento dei diritti civili, invece, prevalgono coloro che si aspettano un peggioramento. Si collocano nel mezzo i pronostici su ripresa economica e tenuta del Pil e rapporto dell’Italia con l’Unione Europea, rispetto ai quali ottimisti e pessimisti si dividono a metà. Solo un italiano su quattro (27%), in ogni caso, crede che l’esecutivo riuscirà a resistere fino alla fine della legislatura.

Gli altri politici e i loro partiti

Nonostante la classifica dei leader più apprezzati sia indiscutibilmente capitanata da Giorgia Meloni, si registra una forte crescita dell’apprezzamento anche per Conte (+5) e Lupi (+3), mentre Letta fa segnare il calo più significativo (-7) seguito da Berlusconi e Calenda (entrambi -5) e Fratoianni (-3). Una graduatoria che non si rispecchia precisamente in quella dei partiti da loro guidati: se al primo posto troviamo sempre Fratelli d’Italia, la medaglia d’argento spetta al Pd con il 18,8% (in flessione di 0,3%), seguito dal M5S con il 16% (+0,6%). Troviamo poi la Lega con l’8% e il Terzo polo con il 7,1% (entrami in flessione di qualche decimale), quindi Forza Italia che fa registrare il calo più rilevante (perde 2 punti) attestandosi al 6,1%. Il vantaggio del centrodestra (45%) rispetto al centrosinistra (25,4%), in ogni caso, si afferma in maniera netta.

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