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Il racconto della studentessa aggredita nel campus da un maniaco: «Ho sentito bussare e l’ho visto seminudo»

Le testimonianze: in molti avrebbero visto uno sconosciuto nei corridoi e hanno sentito delle urla

La procura di Torino ha aperto un’inchiesta sull’aggressione subita dalla studentessa 23enne nella notte tra venerdì 28 ottobre e sabato 29 nella propria stanza al nono piano della residenza universitaria Paolo Borsellino, vicino al Politecnico di Torino. A coordinare l’indagine è il procuratore Cesare Parodi che ha aperto un fascicolo per violenza sessuale. Secondo il racconto della ragazza, riportato da Repubblica Torino, il primo profilo dell’aggressore tratteggiato dagli inquirenti è quello di un presunto maniaco. La giovane ha riferito di aver sentito bussare alla porta e, convinta che si trattasse di un ospite della residenza, ha aperto. A quel punto l’aggressore, di carnagione nera secondo la descrizione, è entrato con forza nella stanza e lì è iniziata la violenza.


«Rafforzamento della sicurezza in tutte le residenze»

«Quando ho aperto ho visto quel ragazzo che non conoscevo e che si stava toccando in corridoio, con i pantaloni abbassati», ha detto la giovane. L’aggressore l’avrebbe poi presa a pugni e tentato strangolamenti. Concluso l’incubo, la vittima ha chiesto aiuto. Ora, la Squadra mobile di Torino sta indagando analizzando le immagini della videosorveglianza, raccogliendo testimonianze, tracce e impronte digitali. Dai racconti degli altri studenti, ascoltati dagli inquirenti, è emerso che in molti avrebbero visto uno sconosciuto nei corridoi e alcuni hanno riferito di aver sentito delle urla. A seguito di quanto accaduto alla residenza Borsellino, il presidente di Edisu Piemonte, Alessandro Ciro Sciretti, ha disposto un rafforzamento delle misure di sicurezza e vigilanza in tutte le residenze della Regione. 


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