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Cosa c’è dietro la storia del prof che ha tirato un pugno a uno studente che lo derideva a Pontedera – Il video

La classe del ragazzo sarebbe un gruppo problematico: quest’anno sono state 13 le sospensioni attuate

Il prof si siede in cattedra. Accanto a lui c’è un alunno che inizia a prenderlo in giro con gestacci e smorfie con la bocca, tra le risate degli altri studenti in classe. Il docente, innervosito dalla situazione, si alza e sferra un pugno nello stomaco del ragazzo, che si piega dal dolore. È successo in un istituto professionale a Pontedera, in provincia di Pisa. «Oooh» urlano i ragazzi dai banchi che intanto riprendono tutta la scena. Dopo il pugno, il prof si alza e si avvicina allo studente e, come per sfidarlo, gli dice: «Allora, cosa fai?». Non è ancora chiaro quando sia successo, ma il filmato sta circolando da due giorni nei gruppi Whatsapp di studenti e genitori. Dall’abbigliamento primaverile, in questo autunno caldo, sembrerebbe che il video sia recente e risalga ai giorni scorsi. Nel frattempo, la polizia sta indagando a seguito della denuncia sporta dai genitori. Il commissariato di Pisa, intanto, ha trasmesso ieri un’informativa in Procura – riferisce Repubblica – e per l’insegnante potrebbe arrivare a breve la conferma di un’indagine a suo carico.


«Un classe problematica»

Il docente è stato sospeso dalla scuola in via cautelare. E il Provveditorato degli studi – che dipende dal Ministero dell’Istruzione – ha avviato una serie di approfondimenti sul caso. Lo studente che ha ripreso la scena ha usato lo zaino come protezione per non farsi vedere. Alcuni ipotizzano che il video fosse concordato, come spesso si è visto negli ultimi anni. Secondo quanto riporta Repubblica, pare che la classe del ragazzo sia particolarmente problematica: nel corso dell’anno scolastico avrebbe avuto 13 sospensioni. Per quanto riguarda il docente, ex alunni e colleghi parlano di una persona che è sempre stata attenta e scrupolosa. Il video, intanto, ha già fatto il giro del web e anche gli utenti si sono divisi tra chi dà ragione all’insegnante e chi lo condanna. Per la scuola è invece chiaro che si tratti di un «fatto gravissimo». Per il resto sarà la Procura a decidere.


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