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Scontro Italia-Francia, la ministra Bonne di nuovo dura contro Roma: «Si è rotta la fiducia»

Pochi giorni dopo le elezioni politiche italiane, la ministra per gli affari europei francese aveva promesso di «vigilare su Giorgia Meloni» e «sul rispetto dei valori di uno Stato di diritto»

«Con l’Italia si è rotta la fiducia». Così la ministra per gli Affari europei, Laurence Bonne, commenta la crisi diplomatica in atto tra il governo italiano e quello francese sulla delicata questione migranti. A France Info Boone ha ricordato che Roma «si era impegnata nel meccanismo di solidarietà Ue» e che «i trattati si applicano al di là della vita di un governo». La segretaria di Stato ha continuato sottolineando come il governo italiano «non stia rispettando gli impegni» attuando una decisione «unilaterale non conforme al diritto internazionale che ha messo vite in pericolo». Non è la prima volta che la ministra utilizza toni duri nei confronti del nuovo governo Meloni: «Vigileremo su Giorgia Meloni», aveva detto pochi giorni dopo le elezioni politiche italiane. «L’Ue lo ha già fatto in Polonia e Ungheria, saremo molto attenti al rispetto dei valori e delle regole dello Stato di diritto». Parole che la neo premier italiana aveva subito commentato definendo quella di Boone «un’inaccettabile minaccia di ingerenza contro uno Stato sovrano». Lo staff della ministra francese a quel punto era intervenuto per correre ai ripari e sottolineare «il rispetto del governo francese nei confronti della scelta degli italiani». Ora la questione migranti torna a inasprire rapporti già tesi. Nelle ultime ore l’Ocean Viking, al centro del braccio di ferro tra Parigi e Roma, ha attraccato a Tolone per sbarcare i 230 migranti a bordo. Mentre dall’Italia Meloni denuncia una reazione francese «aggressiva, incomprensibile e ingiustificata», Boone continua: «La nave umanitaria ha vagato per tre settimane nel Mediterraneo prima di attraccare nel porto militare di Tolone. Credo sia il caso di porci la questione di una strumentalizzazione delle vite umane da parte del nuovo governo italiano». Intanto da ieri sono partiti controlli rafforzati alla frontiera franco-italiana con 500 poliziotti “su oltre una decina” di punti di passaggio, compresi quelli di montagna. Lo scrive l’Afp citando la polizia. Nello specifico starebbero «controllando le stazioni, gli assi secondari soprattutto di Mentone, ma anche Sospel o Breil-sur-Roya, assi autostradali, in particolare l’A8, le uscite e i pedaggi sulle autostrade».


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