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L’Onu adotta la quinta bozza di risoluzione contro la Russia. Zelensky: «L’aggressore pagherà per quello che ha fatto»

I Paesi che si sono espressi a favore sono stati 94, mentre tra i 14 contrari spiccano Cina, Bielorussia e Iran

Con 94 voti a favore, 14 contrari e 73 astenuti, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la quinta risoluzione che condanna l’invasione russa dell’Ucraina. Ai 193 Paesi membri dell’Onu si chiedeva di indicare la Russia come responsabile per le sue violazioni della legge internazionale in Ucraina e la creazione di un «registro» per documentare le richieste di danni, perdite o lesioni agli ucraini causati dall’invasione russa. Più in generale, la risoluzione riaffermava la sovranità dell’Ucraina e invitava – nuovamente – Mosca a «cessare l’uso della forza contro Kiev». Tra i Paesi che si sono opposti spicca la Cina, che nella votazione del 12 ottobre scorso relativa alla risoluzione di condanna per il tentativo di annessione illegale dei territori ucraini di Donetsk, Lugansk, Cherson e Zaporizhzhia da parte della Russia, si era astenuta. Nel gruppo dei contrari anche la Bielorussia, Iran, Corea del Nord, Bahamas, Cuba, Centrafrica, Eritrea, Etiopia, Mali, Nicaragua, Siria e Zimbabwe. 


Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Mosca «pagherà per quello che ha fatto». «Dalla vittoria per la liberazione di Cherson alla vittoria diplomatica a New York, con l’Assemblea Generale Onu che ha appena dato il via libera alla creazione di un meccanismo di compensazione per i crimini russi in Ucraina», ha scritto su Twitter.

Medvedev: «Usa risarciscano danni a Vietnam, Iraq, Jugoslavia»

Dopo l’approvazione della risoluzione di condanna nei confronti della Russia da parte dei 193 Paesi membri, è arrivata la risposta di Mosca che chiede, nelle parole del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, che gli Stati Uniti accettino «la stessa raccomandazione per il pieno risarcimento dei danni causati a Corea, Vietnam, Iraq, Jugoslavia e altre numerose vittime degli americani e della Nato». In caso contrario, continua Medvedev «potrebbe sembrare l’inizio dell’agonia dell’Onu come principale istituzione internazionale per la riconciliazione tra gli Stati». E poi: «La fine sarà dolorosa per l’intera comunità internazionale. Vivremo senza una tale organizzazione delle Nazioni Unite», conclude l’ex presidente russo, secondo il quale con l’approvazione della risoluzione «gli anglosassoni stanno chiaramente cercando di mettere insieme una base giuridica per il furto di beni russi sequestrati illegalmente».

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