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Il ricatto di Putin sul grano: «Niente accordo se continuano attacchi nel Mar Nero». Onu costretta a fermare le navi

01 Novembre 2022 - 18:20 Redazione
epa10233372 Russian President Vladimir Putin meets with Alexander Bastrykin (not pictured), head of the Investigative Committee of Russia, in St. Petersburg, Russia, 09 October 2022. A criminal case was opened under the article "Terrorism" following the previous day's explosion on the Crimean bridge spanning over Kerch Strait, the head of the Investigative Committee of the Russian Federation Alexander Bastrykin said. The attack on the Crimean bridge was performed by the Ukrainian special services, Russian President Putin said. The previous day, Russian authorities said that "an explosion was set off at a cargo vehicle on the motorway part of the Crimean bridge on the side of the Taman peninsula, which set fire to seven fuel tanks of a train that was en route to the Crimean peninsula. Two motorway sections of the bridge partially collapsed."  EPA/GAVRIIL GRIGOROV/SPUTNIK/KREMLIN POOL / POOL MANDATORY CREDIT
Prima di rientrare nel patto, il presidente russo aspetterà la conclusione dell'indagine sui bombardamenti a Sebastopoli
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Prima l’esito dell’indagine sui bombardamenti delle quattro navi russe a Sebastopoli, poi maggiori garanzie da Kiev che non utilizzerà i corridoi per il grano per scopi militari. Questi, in sintesi, le due premesse non negoziabili che Vladimir Putin ha indicato al suo omologo turco Recep Tayyp Erdogan perché la Russia rientri negli accordi del grano. Mosca ha sospeso la sua adesione al trattato dopo l’attacco alle navi della flotta russa del Mar Nero, nel porto di Sebastopoli in Crimea. Secondo Putin, il bombardamento è stato possibile sfruttando i corridoi delle navi per il grano, resi possibili dall’accordo del 22 luglio scorso a Istanbul tra Turchia, Ucraina, Russia e Onu per il transito di navi cariche di grano dall’Ucraina. Nella telefonata con Erdogan, il presidente russo ha ribadito che non intende tornare sui suoi passi fintantoché Kiev non darà maggiori garanzie sul rispetto degli accordi e sulla neutralità dei corridoi per il grano. Putin ha espresso il suo malumore anche su altri punti dell’accordo, che avrebbe fallito nella parte in cui prevedeva la libera esportazione di prodotti agricoli e fertilizzanti russi. Erdogan si è detto disposto a mediare tra Russia e Ucraina perché i due paesi tornino a cooperare sul grano. Un primo pesante stop intanto lo registrano i flussi delle navi con il grano ucraino, che per domani 2 novembre si interromperanno. La delegazione delle Nazioni unite nel centro di Istanbul per il coordinamento delle espostazioni di grano ha confermato infatti che non sono state programmate partenze almeno per le prossime 24 ore.

Foto di copertina: EPA/GAVRIIL GRIGOROV/SPUTNIK/KREMLIN POOL

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