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Missile in Polonia, le vittime erano dipendenti di un’azienda per metà italiana. Il vicepresidente Viola: «Non c’è stato nulla da fare»

Un magazziniere e un lavoratore nell’impianto di essiccazione, entrambi residenti a Przewodow, sono rimasti coinvolti nell’incidente. Rai Radio 1 ha intervistato il vicepresidente italiano dell’azienda

Dopo l’incidente del missile caduto nel villaggio di Przewodow in territorio polacco, e le prime analisi delle intelligence dei Paesi coinvolti che scongiurano il rischio di una rapida escalation del conflitto tra Ucraina e Russia, emergono nuovi dettagli sulle vittime e sull’area interessata dalle esplosioni. I missili, probabilmente pezzi di contraerea ucraina lanciati dall’esercito di difesa per rispondere al bombardamento russo, hanno colpito un’azienda agricola che appartiene a una società italo-polacca. Secondo il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza, l’azienda opera sul luogo dagli anni Novanta e gestisce 800 ettari di di terre nere (chernozem), coltivate soprattutto a grano e mais. La società avrebbe affittato il terreno di un ex kolchoz. Le vittime son due uomini polacchi, due dipendenti della Agricom: Bogdan W. di 62 anni, uno dei magazzinieri, e Bogdan C., di 60 anni e originario di Setniki, che si occupava dell’impianto di essiccazione. I media locali raccontano che i due lavoratori avevano frequentato la stessa scuola ed entrambi erano residenti a Przewodow. «La sfortuna ha voluto che, quando è caduto il missile, entrambi si trovassero proprio lì e non c’è stato nulla da fare», ha detto alla trasmissione Menabò di Rai Radio 1 il vicepresidente Federico Viola, che ha spiegato quali sono stati i danni riportati dall’azienda, «ma la cosa più grave è che sono morte due persone, due collaboratori che erano con noi sin dall’inizio».


Foto di copertina: EPA/WOJTEK JARGILO POLAND OUT


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