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Cosa sappiamo del video che mostra l’esecuzione di dieci soldati prigionieri nel Donbass

Pochi giorni prima era stato diffuso un filmato sui canali ucraini che sembra riprendere la stessa scena ma da un drone

Il combattimento, la resa e poi la morte. È quello che si vede nel filmato diffuso ieri 18 novembre e ora al vaglio delle Nazioni Unite: un gruppo di soldati, apparentemente russi, escono da una dependance con le mani sopra la testa. Viene detto loro di sdraiarsi a faccia in giù. Poi la presunta esecuzione: il video, apparentemente ripreso da un soldato ucraino, suggerisce che tutti i russi – compresi quelli in posizione prona – siano stati uccisi nelle violenze che sono seguite. Questa volta è Mosca a chiamare in causa gli ucraini, accusandoli di aver giustiziato a freddo dieci soldati che si erano arresi. «La prova del nuovo video pubblicato del massacro perpetrato da soldati ucraini ai danni di prigionieri russi disarmati conferma la natura selvaggia dell’attuale regime di Kiev guidato da Zelensky e di coloro che lo proteggono e sostengono». Da Kiev, invece, non è arrivato nessun commento ufficiale, ma quanto accaduto mina ancora una volta le basi di una debole prospettiva di trattativa.


La ricostruzione

Nella ricostruzione della vicenda – proposta dalla BBC – l’esecuzione sarebbe avvenuta sabato 12 novembre o qualche giorno prima a Makivka, in un villaggio nella Regione di Lugansk, nel Donbass. Secondo l’emittente televisiva, nel filmato si possono sentire le grida di soldati ucraini che incitano altri – presumibilmente russi – a uscire dalla dependance con le mani sopra la testa e nella stessa lingua si sentirebbe chiedere, riferito alle forze militari, «Sono usciti tutti?». Altro elemento apparentemente certo: le uniformi dei soldati a terra sembrano russe. Nelle immagini diffuse, inoltre, uno degli uomini vestiti di nero, mentre emerge da una latrina semidistrutta sembra puntare la pistola su quella che ha l’aria di essere un’unità ucraina di soldati, con fasce gialle al braccio. 


Il filmato

Lo stesso filmato, ma ripreso da un drone, era stato pubblicato domenica scorsa sui canali filo-ucraini. Le immagini mostravano la fila di corpi sdraiati a terra, in uniforme, davanti a un edificio. Parte del filmato appare anche in un video pubblicato online dal Ministero della Difesa ucraino sulle operazioni militari nell’area di Makivka. Per la BBC si tratterebbe infatti della stessa scena, ripresa – però – da angolature diverse. Due sono gli elementi che compaiono in entrambi i video: la porta di ingresso della struttura e la macchinina rossa nell’area dove è avvenuta la resa dei soldati e poi l’esecuzione.

La resa e gli scambi di prigionieri

La resa e gli scambi di prigionieri di guerra sono diventati parte integrante di questa guerra che va avanti ormai da quasi nove mesi. Un rapporto pubblicato questa settimana dalle Nazioni Unite ha riportato abusi sui prigionieri da entrambi i fronti. La stragrande maggioranza dei prigionieri ucraini rilasciati con cui hanno parlato le autorità ha affermato di essere stata torturata e maltrattata.

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