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Almeno 70 Missili russi su Kiev, caos sulla rete elettrica in tutta l’Ucraina: «La centrale di Zaporizhzhia in blackout completo»

Sono almeno 3 le vittime nella capitale. L’allarme di sindaci e amministratori locali: «Siamo senza elettricità e acqua corrente»

Il massiccio attacco missilistico lanciato oggi dall’esercito russo in Ucraina ha costretto la centrale nucleare di Zaporizhzhia ad andare in modalità di blackout completo. A rivelarlo è l’operatore ucraino Energatom, che precisa: «La fornitura del fabbisogno della centrale dal sistema energetico è stata interrotta. Tutti i generatori diesel sono in funzione e il livello di radiazione nel sito rimane normale». Tra le città più colpite dalla nuova offensiva aerea del Cremlino c’è anche la capitale Kiev. A dare l’allarme è il capo dell’amministrazione statale regionale, Oleksiy Kuleba, che su Telegram ha invitato i cittadini a scendere nei rifugi sotterranei. «Non ignorate il segnale di allarme aereo. C’è una minaccia di lancio di razzi nella regione. Rimanete nei rifugi e nei luoghi sicuri», ha detto Kuleba. Stando alle prime informazioni, gli attacchi russi sulla capitale avrebbero causato tre vittime e sei feriti. Il bilancio complessivo, però, potrebbe continuare a salire nelle prossime ore. Secondo l’esercito ucraino, mosca solo oggi 23 novembre avrebbe lanciato sul Paese 70 missili da crociera.


«I terroristi russi si sono confermati tali»

Dalle prime indiscrezioni, pare inoltre che che le diverse esplosioni che si sono verificate a Kiev abbiano colpito anche alcune infrastrutture critiche. «Non c’è luce in alcuni quartieri di Kiev. Gli esperti di energia segnalano arresti di emergenza», ha scritto su Twitter il sindaco Vitaly Klichko. Secondo quanto riporta Unian, il lancio di missili russi è stato segnalato anche da altre città ucraine, come Odessa e Dnipropetrovsk. Il Kyiv Independent, invece, segnala la caduta di razzi anche su Bucha, nell’oblast di Kiev. Nel frattempo, il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak interpreta l’attacco russo come una risposta alla risoluzione approvata oggi dal Parlamento Europeo, in cui l’Ue ha riconosciuto la Russia come uno «Stato sponsor del terrorismo». «I terroristi confermano immediatamente di essere terroristi: lanciano missili», ha detto Yermak.


Danni e blackout

Dopo la nuova ondata di raid missilistici da parte dell’esercito del Cremlino, diverse città ucraine stanno avendo difficoltà a ripristinare la fornitura di energia elettrica. Andriy Sadovy, sindaco di Leopoli, ha scritto che tutta la città è rimasta senza elettricità e che nelle prossime ore «potrebbero esserci interruzioni nell’erogazione dell’acqua». Stesso problema anche a Kiev, dove il sindaco Klitshchko ha reso noto che la fornitura di acqua è stata momentaneamente sospesa. A Kharkiv, invece, diverse zone della città sono rimaste senza corrente elettrica e i mezzi elettrici del trasporto pubblico sono stati costretti a fermarsi. L’attacco da parte dell’esercito russo alle infrastrutture energetiche ucraine va avanti ormai da qualche settimana. A lanciare l’ennesima richiesta di aiuto questa mattina è stato Andriy Yermak, capo del gabinetto di Volodymyr Zelensky, che è intervenuto in streaming al Parlamento Europeo. «Il sistema elettrico sta per collassare. Il ritmo della distruzione supera quello della costruzione, il vostro aiuto è vitale. Stiamo per affrontare il nostro inverno più duro», ha detto Yermak. Nella seduta odierna, l’Eurocamera si è impegnata a raccogliere i fondi necessari per comprare generatori elettrici da consegnare al governo di Kiev. Nel frattempo, oltre a lasciare al buio diverse città ucraine, i guasti alle reti elettriche hanno costretto a spegnere anche alcune unità della centrale nucleare di Pivdennoukrainsk. La società ucraina di energia nucleare Energoatom ha detto che «nell’impianto va tutto bene, ma non c’è nessun posto dove generare elettricità».

Foto di copertina: EPA / YURI KOCHETKOV | La centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina

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