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Crollo Ftx, le scuse del fondatore Sam Bankman-Fried ai dipendenti: «Farò di tutto per rimediare»

Il 30enne nel suo messaggio di scuse ha ribadito di aver perso di vista le cose più importanti e di non aver realizzato l’ampiezza dei rischi

«Sono profondamente dispiaciuto per i miei errori. Farò tutto il possibile per rimediare anche se questo richiederà il resto della mia vita». Inizia così la lettera di scuse dell’ex amministratore delegato di Ftx, Sam Bankman-Fried, indirizzata ai suoi dipendenti definiti dal 30enne la sua «famiglia». «Non volevo che succedesse niente di tutto questo, e darei qualsiasi cosa per poter tornare indietro e rifare le cose dall’inizio. Eravate la mia famiglia. Ora quando vado nei miei uffici non c’è più nessuno con cui parlare». Nel messaggio, pubblicato per la prima volta dal sito di CoinDesk, Sam Bankman-Fried ha ribadito di aver «perso di vista le cose più importanti. Non ho realizzato l’ampiezza dei rischi». Bankman-Fried si è dimesso da Ceo di FTX l’11 novembre scorso, poco prima che la sua azienda dichiarasse bancarotta. Nonostante il mea culpa, l’enfant prodige ha affermato che la società poteva essere salvata e che se non fosse stato costretto a presentare istanza di fallimento a metà novembre, avrebbe potuto sopravvivere. «Probabilmente avremmo potuto raccogliere fondi significativi, restituire il valore perso ai clienti e salvare l’attività», si legge nella lettera. Tuttavia, nel suo messaggio di scuse ai dipendenti, Bankman-Fried non ha affrontato le preoccupazioni secondo cui i fondi dei clienti sono passati da Ftx alla società di valute digitale Alameda Research. Preoccupazioni che al contrario sono state sollevate durante la prima udienza di fallimento della società di ieri, martedì 22 novembre. James Bromley di Sullivan & Cromwell, che ha presentato l’attuale situazione di FTX al processo, ha affermato infatti che i «fondi sostanziali» erano stati trasferite da alcune società all’interno dell’ombrello di Ftx ad Alameda. Tra questi, molti erano stati investiti in criptovalute e iniziative non legate al business in questione. «Ad esempio – aveva detto Bromley – «l’acquisto di proprietà immobiliari alle Bahamas per 121 milioni di dollari negli ultimi due anni».


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