Casamicciola, la storia della casa in bilico simbolo del disastro: «Davanti a noi c’era il baratro, i soccorsi erano bloccati»

Il proprietario Enzo Botta racconta le ore di angoscia con la famiglia sotto la pioggia in attesa dei soccorsi

«Davanti a noi c’era il baratro, era venuto tutto giù, sembrava di essere in un film, surreale». Inizia così il racconto di Enzo Botta, l’uomo che con sua moglie e i loro tre figli abita nella villetta bianca diventata il simbolo della tragedia di Casamicciola. «I soccorsi non arrivavano e siamo rimasti fuori nel viale, dove con la mia famiglia avevamo deciso di rimanere dopo essere usciti di corsa da casa. Eravamo sotto la pioggia tutti e cinque, stretti, e lì siamo rimasti per un paio d’ore». La famiglia di Enzo rientra in uno dei tanti casi in cui i soccorritori non riuscivano a raggiungere i cittadini in pericolo a causa delle strade completamente bloccate da fango e detriti. «Alle cinque e un quarto ero già in piedi preoccupato per il maltempo – racconta l’uomo -: era andata via la corrente e solo dopo ho cominciato a sentire un rumore che gradualmente aumentava, allora ho chiamato tutti e gli ho detto di scendere nel viale o almeno in quel poco che restava del viale». Così sua moglie e i figli di 12, 21 e 24 anni si sono preparati rapidamente e, mentre il padre allertava le autorità, sono usciti di casa. «Veniteci a prendere, qui frana tutto», dice ai Carabinieri, poi subito attivatisi. «Ma i soccorsi erano difficili e non riuscivano a raggiungerci», sottolinea.


Due ore sotto la pioggia e lo strapiombo ai piedi

Dalla richiesta d’aiuto sono passate due ore, che la famiglia ha passato sotto la pioggia che scendeva in modo incessante con il fiume di fango e melma che aumentava sempre più davanti ai loro occhi, fino a crearsi uno strapiombo. «Ci siamo stretti restando uniti, intanto vedevo il vuoto attorno a me», spiega Botta che ora è stato tratto in salvo e portato con la famiglia in un hotel adibito per gli sfollati. All’Ansa ha preso le distanze da abusivismo e condoni, dicendo che la casa che ha «costruito con tanti sacrifici è tutta in regola». Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale: «In tutta questa drammatica vicenda si guarda solo ad una foto, quella di una casa pericolante dove intorno non c’è terreno. Ma ce ne sono altre quattordici così». Intanto, a Ischia continuano le ricerche dei dispersi. Attualmente, le vittime accertate salgono a cinque. Sono, invece, 11 le persone di cui si è persa traccia.


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