Biagio Passaro, chiesto il rinvio a giudizio per il leader di «Io Apro»: l’accusa è di devastazione e saccheggio durante l’assalto alla Cgil

Biagio Passaro era stato arrestato il 30 novembre scorso per i i reati di bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio in merito a una società dichiarata fallita nel settembre del 2020

Dopo essere finito in manette il 30 novembre scorso per i reati di bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio in merito a una società dichiarata fallita nel settembre del 2020, ora per Biagio Passaro, il leader di «IoApro» Biagio Passaro è stato chiesto il rinvio a giudizio dalla procura di Roma nell’ambito della maxinchiesta legata all’assalto della sede della Cgil avvenuto il 9 ottobre dello scorso anno. L’accusa dei pm romani nei confronti dell’imprenditore nel settore della ristorazione, originario di Napoli ma residente nel modenese, è di devastazione e saccheggio. Passaro era stato incarcerato circa un anno fa per aver partecipato all’irruzione nella sede del sindacato a Roma come parte della contestazione per l’obbligo del Green pass sul lavoro, per poi essere prosciolto e scarcerato 18 giorni dopo dal Tribunale del Riesame. La posizione dell’indagato era stata, infatti, stralciata dal pm Gianfederica Dito nel dicembre dello stesso anno dopo che il Riesame aveva confermato il carcere per gli altri indagati, tra cui Luigi Aronica (ex Nar) e i leader di Forza Nuova Giuliano Castellino e Roberto Fiore. L’udienza davanti al gup di Roma – fa sapere l’ANSA – è fissata per il 7 dicembre.


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