Torino, decisione rinviata sull’ergastolo all’anarchico Cospito: si esprimerà la Corte Costituzionale

Bombe carta e disordini alla manifestazione di solidarietà davanti al Tribunale: la Digos ha identificato 120 attivisti

La Corte d’Appello di Torino ha accolto alcune eccezioni avanzate della difesa degli anarchici Alfredo Cospito e Anna Beniamino, condannati in primo grado per gli ordigni fatti esplodere nel 2006 alla scuola allievi carabinieri di Fossano (Cuneo), e deciso di conseguenza di rinviare alla Corte Costituzionale la decisione sulla conferma o meno dell’ergastolo per Cospito per il reato di strage politica. Se la Corte dovesse accogliere le eccezioni, all’anarchico sarebbe invece applicata una condanna tra i 21 e 24 anni. Al termine della requisitoria di oggi al Palazzo di Giustizia di Torino, il procuratore generale Francesco Saluzzo aveva chiesto per Cospito, detenuto in regime di 41 bis nel carcere di Sassari, l’ergastolo e l’applicazione del regime di isolamento diurno per per dodici mesi. Per la sua compagna, Anna Beniamino, la Procura aveva chiesto invece 27 anni e un mese.


I fatti e l’iter giudiziario

ANSA/TINO ROMANO | Un momento del processo ad Alfredo Cospito al tribunale di Torino, 5 dicembre 2022

Nel giugno 2006 due ordigni vennero fatti esplodere alla scuola allievi dei carabinieri di Fossano (Cuneo), pur senza provocare vittime o feriti Per quell’attentato, Cospito era già stato condannato in primo grado a 20 anni di carcere, ma la Corte d’Appello di Torino era oggi chiamata a decidere se rideterminare il reato in strage politica, con conseguente inasprimento della condanna. In seguito a quanto emerso nell’ambito del procedimento Scripta Manent infatti, Cospito, già condannato per aver gambizzato nel 2012 l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, è ritenuto dai giudici a capo dell’organizzazione Federazione Anarchica Informale. In base alla conseguente riqualificazione del reato, a luglio 2022 Cospito è stato condannato per il reato di devastazione, saccheggio e strage, che prevede l’ergastolo. Dallo scorso maggio è stato inoltre trasferito alla Casa Circondariale di Bancali (Sassari), dove è sottoposto al regime di isolamento previsto dal 41 bis.


La difesa di Cospito e la solidarietà degli anarchici

ANSA/TINO ROMANO | Cospito saluta i suoi sostenitori da un mega-schermo allestito nell’aula del Palazzo di Giustizia di Torino

Una linea dura conto cui Cospito stesso si batte da settimane – da 45 giorni è entrato in sciopero della fame – e contro cui si è scagliato anche oggi, intervenendo in collegamento all’udienza. «Sono condannato in un limbo senza fine, in attesa della fine dei miei giorni. Non ci sto e non mi arrendo: continuerò il mio sciopero della fame per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo ostativo fino all’ultimo mio respiro per far conoscere al mondo questi due abomini repressivi di questo Paese», ha detto Cospito in una dichiarazione spontanea. A sostenere la sua battaglia è l’intero movimento anarchico – anche oltre i confini italiani, come proverebbe secondo la ricostruzione degli inquirenti greci l’attacco di venerdì alla diplomatica italiana di stanza ad Atene Susanna Schlein. Alcune centinaia di attivisti e antagonisti presidiano da questa mattina le strade attorno al Palazzo di Giustizia, in solidarietà con Cospito e Beniamino, al grido di «Fuori Alfredo dal 41 bis» e dietro allo striscione che recita «A fianco di Alfredo e Anna contro tutte le galere». Mentre all’interno del Palazzo si apriva l’udienza, sono stati accesi fumogeni e lanciate diverse bombe carte, e un barista che si era lamentato per gli atti vandalici sarebbe stato malmenato. Lasciate scritte anche sui muri di banche e negozi. La Questura di Torino ha identiticato 120 anarchici per i disordini, che sarebbero arrivati anche da Roma, Trento e Genova. In collegamento, dal carcere di Rebibbia, ha parlato anche Anna Beniamino: «Questo è un processo politico per una strage senza strage attribuita senza prove», ha detto.

ANSA/TINO ROMANO | La manifestazione di solidarietà degli anarchici all’esterno del tribunale

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