Conte: «Faremo causa a Di Maio per il Tfr. Renzi? Lui è antipatico e dà a me la colpa»

Il leader del M5s si è espresso anche sull’ex commissario straordinario all’emergenza Covid Domenico Arcuri affermando che se dovesse tornare indietro, lo nominerebbe «altre 100 volte»

«Luigi di Maio e gli altri scissionisti dovrebbero restituire i soldi del Tfr in virtù di un regolamento che lui stesso ha elaborato, proposto e fatto approvare dal Comitato di garanzia dell’epoca». Sono le parole del leader del M5s Giuseppe Conte che nella trasmissione La Confessione di Peter Gomez si è espresso sulla querelle finanziaria nata dopo la scissione del Movimento 5 Stelle. Secondo la bozza di “recupero crediti” del nuovo regolamento di Conte infatti i transfughi del M5s sarebbero chiamati a versare circa 30mila euro, ovvero circa due terzi del Tfr (trattamento di fine rapporto, ndr) che spetta agli ex deputati e senatori non più iscritti al Movimento. «Di Maio dovrebbe semplicemente rispettare quel che hanno scritto lui e gli altri scissionisti», ha ribadito Conte aggiungendo inoltre che «non è possibile lasciare cadere questa cosa» perché – continua – «È un impegno che hanno assunto loro».


«Renzi sta antipatico agli italiani e dà a me la colpa del suo insuccesso»

II leader pentastellato durante la trasmissione ha inoltre accusato Matteo Renzi di «imputargli il suo insuccesso». «Cioè, lui (il leader di Italia Vivia, ndr) non riesce a comprendere che sta sulle balle agli italiani di suo senza che ci sia io» E poi: «È un indomito nell’attaccare – ha spiegato il leader M5s. Credo ci sia una dimensione egolatrica. Nel momento in cui ha avuto un grande successo in politica, ha pensato che il successo gli fosse dovuto a vita e questo ha alimentato il suo ego. Adesso, invece, che pure ha conosciuto l’insuccesso, il fatto di scendere all’1 o 2%, non riesce a rassegnarsi e, come mi ha spiegato una persona che gli è molto vicina, imputa a me il suo insuccesso».


«Arcuri lo nominerei altre 100 volte»

Mentre sull’ex commissario straordinario all’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri voluto da Conte e sostituito da Draghi con il generale Figliuolo, il leader del M5s ribadisce che se dovesse tornare indietro «non lo nominerei una volta, ma 100 volte». E sulle accuse nei confronti di Arcuri, indagato nell’inchiesta aperta dalla procura di Roma per peculato nell’aprile 2021 a proposito delle mascherine cinesi e poi chiusa a marzo scorso, Conte ha ricordato che «sono tutte cadute». «Rimane in piedi – continua – solo l’abuso d’ufficio». Ma per il leader del Movimento ci sono ancora adesso «polemiche», «ci sono forze di centrodestra che su queste battaglie hanno costruito il loro successo elettorale, il loro successo politico e via discorrendo. Il tempo sarà galantuomo. Io sono convinto che ci sono alcune persone, uno di questi, Arcuri, ma vorrei citare anche Borrelli a capo della Protezione civile, che in quel momento hanno dato tanto per l’Italia, veramente senza limiti o orari di impegno». In cambio, ha detto l’ex presidente del Consiglio, «sono stati maltrattati, vilipesi pubblicamente anche per ragioni di parte, per polemiche strumentali. E mi farebbe piacere che un giorno arrivasse quel momento in cui gli sarà restituito l’onore in tutti i sensi. Io sarò in prima fila a stringere loro la mano».

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