Turchia, condannato a oltre due anni il sindaco di Istanbul che si oppone a Erdogan: «Decisione vergognosa, faremo appello»

Ekrem İmamoğlu, esponente del Chp, è considerato lo sfidante con più chance di competere con il presidente turco alle elezioni di giugno 2023

Due anni, sette mesi e quindici giorni di carcere. È il verdetto emesso dal tribunale turco che oggi, mercoledì 14 dicembre, nei confronti del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, bandendolo anche dall’attività politica. Considerato il principale rivale del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan alle presidenziali previste per giugno 2023 in Turchia, il sindaco è stato ritenuto colpevole di «insulto a pubblico ufficiale» per aver definito nel 2019 «sciocchi» i membri del Consiglio elettorale supremo della Turchia che aveva annullato le elezioni nella città sul Bosforo dopo la vittoria – per qualche decina di voti – di İmamoğlu sul candidato del partito Akp del presidente Erdogan, l’ex premier Binali Yildirim. In quell’occasione il Comitato aveva deciso di organizzare nuovamente le elezioni dopo qualche mese dalle precedenti a causa di presunte irregolarità. Ma con un ampio margine di voti sull’avversario, İmamoğlu vinse anche quella tornata elettorale. «Questa decisione è una vergogna per la magistratura turca», ha detto il sindaco di Istanbul ai suoi sostenitori che sono radunati davanti all’edificio del municipio. «È l’espressione più concreta del fatto che la magistratura è stata trasformata in uno strumento per punire i dissidenti. È la prova che i governanti di questo Paese non hanno lo scopo di portare giustizia e democrazia nel Paese».


Ekrem Imamoglu, 52 anni ed esponente del Chp, il principale partito di opposizione turco, è considerato un potenziale sfidante del presidente Erdogan alle elezioni previste tra sei mesi. Questa mattina su Twitter aveva invitato i residenti della città di cui è primo cittadino a mostrargli sostegno davanti al suo ufficio. Un appello, quello del sindaco, ascoltato da circa 4mila persone che si sono radunate sotto il comune di Istanbul per contestare la condanna. «Vogliamo legge, giustizia, diritti umani» è stato uno degli slogan gridati dalla folla. Ora la palla passerà alla Corte d’Appello. Gli avvocati di İmamoğlu, come riporta Reuters, hanno fatto sapere infatti che presenteranno appello contro la decisione che comprende oltre alla prigionia, anche il divieto di partecipare alla vita politica. La sentenza, emessa dal tribunale turco, diverrà però effettiva solo dopo la decisione del Tribunale supremo. 


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