Dl rave, Fontana impone la “ghigliottina”: testo approvato con 183 sì

La decisione del presidente della Camera ha interrotto il dibattito parlamentare: il decreto andava convertito entro oggi

Alla fine, dopo giorni di tira e molla tra maggioranza e opposizione, la ghigliottina sulla discussione del dl rave è arrivata. In poco tempo, a metà pomeriggio, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha convocato la capigruppo e deciso di tagliare il dibattito, mentre era ancora in corso la lunghissima discussione “ad oltranza” sui 157 ordini del giorno presentati. Il dl rave doveva essere convertito entro oggi, pena la decadenza dell’intero provvedimento che contiene sia norme sui raduni musicali abusivi sia le decisioni che hanno consentito il reintegro anticipato dei sanitari “no vax”. Dopo la decisione comunicata ai capigruppo, è arrivato un voto finale senza sorprese: 183 sì, 116 no e un astenuto. Durante il voto i dem hanno alzato la costituzione per protesta sul merito del decreto.


Pagano di Forza Italia non partecipa al voto: «No al reintegro dei medici no vax»

«Non ho partecipato al voto sul dl rave non perché non condividessi tutti i contenuti del decreto ma perché al suo interno, all’articolo 7, c’è una norma che non condivido e cioè la revoca della sospensione dell’attività professionale per i cosiddetti medici no vax». Così, in un video pubblicato sui propri canali social, il presidente della commissione Affari costituzionali, Nazario Pagano, deputato di Forza Italia. «Per profonda convinzione, e per storia personale, nella scorsa legislatura mi sono battuto per l’obbligo vaccinale per i sanitari. La mia lealtà e responsabilità nei confronti della maggioranza e del governo non è minimamente in discussione e ringrazio il mio gruppo per aver compreso una decisione presa in coerenza con valori e principi nei quali credo fermamente».


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