No! L’Ipcc non ha modificato i propri grafici per accentuare il cambiamento climatico

L’uomo che lo sostiene è uno sceneggiatore, senza nessun titolo che qualifichi la sua opinione, che risulta completamente infondata quando esaminata dagli scienziati

Sul web e non solo serpeggia una teoria chiamata climatismo. Si tratta di un intricato insieme di elementi che vengono utilizzati per sostenere che il clima stia cambiando. Questo è quello di cui sono convinti i complottisti che negano l’esistenza del riscaldamento globale. Protagonista del video di oggi è lo sceneggiatore statunitense Randall Carlson che in un vide diffuso dal gruppo complottista VV sostiene che l’Ipcc abbia truccato i grafici delle proprie analisi climatiche per accentuare le anomalie che stanno devastando il pianeta negli ultimi anni. Vediamo nel dettaglio perché le teorie di Carlson sono infondate.

Per chi ha fretta:

  • L’uomo sostiene che il periodo caldo medioevale e la piccola era glaciale abbiano avuto dei picchi più pronunciati di quelli mostrati nei grafici.
  • In realtà non tiene conto del fatto che entrambi i fenomeni non hanno interessato l’intero pianeta. Ciò significa che su scala globale il loro impatto è stato limitato rispetto a quella locale.
  • La tesi del video viene smentita dai grafici che lui stesso cita elaborati da esperti in materia. Uno di loro lo conferma anche all’Afp.

Analisi

Il video, tradotto in italiano con sottotitoli, circola su Facebook con il logo del gruppo complottista VV. Di seguito vediamo uno screenshot di uno dei post. Nella descrizione si legge:

«IL CL!MAT!SMO FONDA LE SUE PRETESE SU M3NZOGN3 CLAMOROSE APPROFITTANDO DELL’IGNORANZA E PAURA DELLE PERSONE. QUESTE M3NZOGN3 SONO FACILMENTE SMONTABILI, MA IL S!ST3MA NON PERMETTE CHE SI SAPPIA LA VERITÀ, E CON CENSURA SISTEMATICA E UNA PROPAGANDA MENZOGNERA COSTANTE E ONNIPRESENTE IN OGNI SETTORE STA RIUSCENDO AD IMPORRE UN PENSIERO UNICO. BISOGNA SPEZZARE CON DUREZZA, METODO E COSTANZA TALE MECCANISMO. UNISCITI A CHI GIÀ HA COMONCIATO A RE-AGIRE! CERCACI QUI»

Nel video, a parlare è lo sceneggiatore Randall Carlson, che pronuncia due affermazioni erronee. Vediamole una ad una.

Il livello di CO2 nell’atmosfera è il più basso degli ultimi 600 milioni di anni?

«Il livello di CO2 nell’atmosfera è il più basso che ci sia stato da 600 milioni di anni a questa parte». Questa è la prima affermazione fatta dall’uomo nel video, che non cita la fonte del grafico mostrato, che dovrebbe sostenere la falsa tesi. In realtà, quanto sostenuto nel filmato non ha fondamento. Come dimostrano i dati Nasa, la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera non può essere la più bassa degli ultimi 600 milioni di anni. Dall’inizio dell’era industriale, il livello del gas nell’aria che respiriamo è aumentato del 50%, raggiungendo le 419 parti per milione all’ultima rilevazione.

Le anomalie climatiche del passato sono state «appiattite»?

La seconda affermazione dell’uomo riguarda i grafici usati dall’Ipcc per tracciare l’andamento della temperatura su scala globale. Carlson sostiene che il panel di scienziati abbia modificato il grafico – definito a mazza da hockey per la sua forma che sale rapidamente nel periodo moderno – in maniera da «schiacciare» e fare apparire meno evidenti le anomalie climatiche. Quello che lo sceneggiatore non considera, come spiegato all’Afp da Michael Mann, professore di Scienze Ambientali all’Università della Pensylvania, è la scala regionale degli eventi a cui il filmato su Facebook fa riferimento. Si tratta della piccola era glaciale, che ha investito l’Europa dal XV al XIX secolo, e del periodo caldo medioevale, che ha sollevato le temperature medie della regione nordatlantica tra il 950 e il 1250.

I due fenomeni hanno avuto una portata regionale, e non si sono quindi sviluppati su tutto il pianeta. Ciò significa che, nonostante le anomalie siano state significative a livello locale, la variazione della temperatura media della superficie terrestre a livello globale è stata di portata limitata, e quindi i picchi del grafico non sono particolarmente pronunciati. Tuttavia, ciò non prova che il grafico sia stato modificato. Il fatto è evidente in questa elaborazione citata dall’Afp che si basa sullo stesso grafico citato da Carlson per sostenere la sua tesi infondata.

Conclusioni:

Un video che circola su Facebook nega l’esistenza del cambiamento climatico sostenendo che le anomalie climatiche del periodo caldo medioevale e della piccola era glaciale siano state ridotte nei grafici dell’Ipcc dagli stessi scienziati che li hanno elaborati. L’uomo che lo fa è uno sceneggiatore, senza nessun titolo che qualifichi la sua opinione, che risulta completamente infondata.

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