Palermo piange Biagio Conte: chi era l’«Angelo dei poveri» che fondò la Missione di speranza e carità

Il missionario laico aveva 59 anni: da tempo era afflitto da una grave forma di cancro al colon

Il missionario laico Biagio Conte è morto alle 7 di questa mattina, a Palermo. L’«Angelo dei poveri» – questo era il suo soprannome – aveva 59 anni. Afflitto da una grave forma di cancro al colon, le sue condizioni avevano di recente subìto un progressivo peggioramento. Ciononostante negli ultimi giorni aveva voluto partecipare alla santa messa, dal suo lettino, accompagnato dal medico e dalle persone a lui più vicine. Ultimamente si erano susseguite le visite presso la sua abitazione in via Decollati. Dove si erano recati anche il Governatore siciliano Renato Schifani e il sindaco Roberto Lagalla. Il suo lascito principale consiste nella Missione di speranza e carità, da lui fondata trent’anni fa, che oggi assiste quotidianamente centinaia di bisognosi grazie all’operato dei missionari, con nove comunità create a Palermo e in provincia.


Biografia

Biagio Conte negli anni aveva attirato l’attenzione pubblica con i suoi digiuni di protesta contro la povertà e in favore dei più bisognosi. In una delle azioni più recenti, risalenti all’agosto 2021, si ritirò in una grotta su una delle montagne che circondano il capoluogo siciliano per protestare contro la società, sorda alle richieste di aiuto degli ultimi. Figlio di imprenditori edili, nato a Palermo ma trasferito in Svizzera all’età di 3 anni per frequentare un collegio di suore, tornò nella sua terra natale a 9 anni. Lì venne inserito nel collegio di San Martino delle Scale. Abbandonò la scuola a 16 anni per lavorare nell’impresa di famiglia, ma una profonda crisi spirituale nel 1983 lo portò ad allontanarsi da casa per trasferirsi a Firenze. Tre anni dopo, decise di abbracciare la strada dell’eremitaggio, ritirandosi dapprima nelle montagne dell’entroterra siciliano.


Il pellegrinaggio ad Assisi

E successivamente intraprendendo un viaggio interamente a piedi in direzione Assisi. Un percorso che lo fece sparire dai radar della famiglia, costringendo i parenti a rivolgersi alla popolare trasmissione Rai Chi l’ha visto?. In quel contesto rispose in diretta informando del suo cammino. Terminato il quale, aveva intenzione di raggiungere l’Africa come missionario. Fu dissuaso dallo stato di miseria in cui ritrovò la sua città al ritorno. Iniziò ad assistere i senzatetto della stazione di Palermo Centrale, battendosi per loro anche attraverso diverse proteste. Per merito di un digiuno, in particolare, riuscì a ottenere l’utilizzo di alcuni locali in via Archirafi: lì nel 1993 fondò la sua Missione di Speranza e Carità.

La Missione

Nata con l’obiettivo non solo di accogliere gli ultimi, ma anche di aiutarli attivamente a rimettersi in piedi e a ritrovare uno spazio in società, attraverso la coltivazione di orti, l’impegno nella formazione, la creazione di laboratori artigianali di falegnameria, sartoria, edilizia, tipografia, cucina e artistici, e persino un piccolo panificio realizzato all’interno. Non essendo previsto un termine preciso di permanenza in comunità, l’accoglienza viene normalmente garantita fino a quando chi è accolto non riesce a trovare una sistemazione abitativa. Biagio Conte ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita ritirato in preghiera nei locali di via Decollati, diventati meta di pellegrinaggio per chi ha conosciuto il missionario o lo ha aiutato nella missione della sua vita.

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