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Assalto al Planalto, Bolsonaro rompe il silenzio: «L’invasione dei palazzi a Brasilia è stata una cosa incredibile»

17 Gennaio 2023 - 00:18 Redazione
The President of Brazil, Jair Bolsonaro, attends the inauguration ceremony of Messod Azulay and Paulo Sergio Domingues as new judges of the Superior Court of Justice (STJ), in Brasilia, Brazil, 06 December 2022.  ANSA/Andre Borges
L'ex presidente ha anche riconosciuto che il governo «ha commesso errori», ma che è riuscito a portare «diversi risultati» al Paese
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«Una cosa incredibile». Così, l’ex presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha bollato l’assalto ai tre palazzi del potere a Brasilia dello scorso 8 gennaio. Il “Trump dei tropici”, negli Stati Uniti dal 30 dicembre, è apparso in pubblico mentre parlava con alcuni sostenitori che si trovavano davanti alla sua residenza in Florida. «Mi dispiace per quello che è successo l’8 gennaio, una cosa incredibile, purtroppo», ha detto, citato dal sito di informazione Metropoles. Bolsonaro ha anche riconosciuto che il governo «ha commesso errori», ma che è riuscito comunque a portare «diversi risultati» al Paese. «Qualche errore viene fatto anche in casa, figuriamoci al governo. Ma a casa sappiamo chi è il responsabile. Siamo sempre noi, i mariti», ha aggiunto scherzando. Intanto, l’esecutivo del Distretto federale di Brasilia, Celina Leao, governatrice ad interim (dopo la sospensione di Ibaneis Rochas indagato per sospette connivenze nell’attacco) ha fatto sapere che Brasilia raddoppierà in modo permanente la presenza della polizia, portandola da 240 a 500 agenti, al fine di rafforzare la sicurezza nella piazza dei Tre Poteri. Il 13 gennaio, il governo brasiliano ha chiesto di indagare l’ex presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, per presunto tentato golpe. Inchiesta aperta a seguito del ritrovamento di una bozza di decreto nella casa dell’ex ministro della Giustizia, Anderson Torres (arrestato per l’assalto ai palazzi della democrazia) in cui si sarebbe ipotizzato il ribaltamento del risultato delle elezioni di ottobre, vinte da Lula. 

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