Ultime notizie Delitto di GarlascoGiorgia MeloniSigfrido RanucciUcraina
SPORTCalcioJuventus FCNazionale italianaRazzismoSerie ATumori

Totò Schillaci racconta il suo tumore: «Ho temuto di morire, mia moglie mi ha tenuto in piedi». Gossip e razzismo, così nacque l’addio alla Juve

09 Marzo 2023 - 16:06 Redazione
ROME, ITALY - JUNE 14:  Italian forward Salvatore Schillaci (L) tries to control the ball under pressure from US defender Jimmy Banks during the World Cup first round soccer match between Italy and the United States 14 June 1990 in Rome. Italy won 1-0.  AFP PHOTO  (Photo credit should read STAFF/AFP/Getty Images)
L'ex attaccante bianconero si confessa e racconta anche quel 16 gennaio nella clinica "La Maddalena" in cui venne arrestato Matteo Messina Denaro
Google Preferred Site

«Il mondo mi è caduto addosso, sono andato in depressione e avevo paura di morire». A parlare è Salvatore Schillaci, ex attaccante della Juventus e della Nazionale e icona dei Mondiali di Italia ’90, che racconta il tumore al colon diagnosticatogli 14 mesi fa. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex calciatore spiega che la metastasi gli è stata tolta e che fortunatamente non ha preso anche altri organi. «Non ho più il retto e lo sfintere. Però tra morire e avere questi problemi, meglio qualche piccolo problema», spiega Schillaci, che ha affrontato due operazioni. «Poi – aggiunge – a distanza di sei mesi mi hanno trovato una piccola macchiolina sulla cervicale, me l’hanno bruciata una settimana fa con la radioterapia e oggi ho i controlli per sapere se tutto è a posto». Schillaci è stato in cura nella clinica La Maddalena, la stessa in cui è stato arrestato lo scorso 16 gennaio il boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. «Avevo fatto colazione al bar della clinica, stavo cercando di accendermi una sigaretta e mi sono trovato addosso tutti. Pensavo fosse un attentato, l’impatto è stato forte, poi ci hanno rassicurato». Tornando alla malattia, a dargli la spinta a ricominciare è stata anche la sua partecipazione al programma televisivo Pechino Express: «Mi ha dato nuovo coraggio e forza: nonostante le difficoltà la vita va avanti».

La famiglia e i pettegolezzi alla Juventus

Fondamentale è stato anche il supporto della moglie Barbara Lombardo: «È stata il mio medico personale, in tutto. Mi è stata sempre vicino: non volevo uscire, ero depresso, ho sofferto, ho avuto dolori. Lei c’era, mi ha preso per i capelli e mi ha detto di riprendermi la mia vita. È stata una guerriera, mi ha tenuto in piedi». Ma l’ex calciatore parla anche dei «gossip» che hanno investito il suo rapporto con la Juventus. E conferma che la voce secondo cui l’ex presidente bianconero Giampiero Boniperti andò a casa sua per ricomporre la crisi con la moglie Rita durante i pettegolezzi per la storia con il calciatore Gianluigi Lentini. Questo, stando a quanto riferisce, «ha influito su certe scelte». Alla domanda se lasciò la Juve per i gossip risponde: «Ci sono stati momenti difficili, molto brutti, anche a causa dei tifosi avversari. Questo può avere condizionato il mio rendimento e la Juve magari ha voluto cedermi». Infine, Totò racconta anche delle difficoltà incontrate con il razzismo, in particolare «con le scritte terrone sui muri di Torino e i cori negli stadi».

Foto di copertina: AFP / Getty Images – Edoardo Frittoli – Totò Schillaci in azione ai Mondiali di Italia ’90

Leggi anche: