La Meloni gela i costituzionalisti: nessun’altra Giorgia nelle liste europee. Ma c’è la eurodeputata di Salvini che ha cambiato casacca da sole 24 ore

Chi entra (e chi no) nelle liste di Fratelli d’Italia per le Europee: dai fedelissimi della prima ora ai transfughi last minute dalla Lega

Se ne dovranno fare una ragione i costituzionalisti che avevano paventato il rischio di annullamento del voto delle Europee dopo la scelta della premier di candidarsi come “Giorgia Meloni detta Giorgia” per fare scrivere sulle schede elettorali solo “Giorgia”. «Raffica di ricorsi», avevano predetto quel giorno, «perché confondibile con altre candidate che abbiano lo stesso nome di battesimo». Il rischio è escluso: nessun’altra Giorgia è stata candidata al Parlamento europeo nelle liste che Fratelli di Italia ha ufficializzato il primo maggio.


La carica di consiglieri regionali, deputati e sindaci desiderosi di cambiare poltrona

Il fatto che “Giorgia” sia candidata come capolista in tutte e cinque le circoscrizioni cambia un po’ la parità di genere nelle candidature. Escludendo lei che anche se eletta rinuncerà all’incarico restano in lista 70 candidati e di questi 37 sono uomini e 33 sono donne. Solo in due circoscrizioni si raggiunge la parità: nel Nord-Est con 7 uomini e 7 donne e nelle isole con 3 uomini e 3 donne. La maggiore parte dei candidati viene dalle file della militanza interna a Fratelli di Italia. Molti se eletti dovranno però lasciare l’incarico che ricoprono oggi. Nelle liste oltre a 9 eurodeputati uscenti ci sono infatti 12 consiglieri regionali e membri di giunta in carica, 5 deputati in carica, 8 sindaci e membri di giunta in carica, tre consiglieri comunali. Non altissimo il contributo dalla società civile: 6 imprenditori, 4 professionisti e 2 manager di azienda.


La carica degli ex e il trasferimento dell’eurodeputata salviniana Rossi risorta in 24 ore

Non mancano i candidati diventati di Fratelli di Italia in tempi recenti o recentissimi con il più classico dei cambi di casacca. Candidato in Lombardia l’ex ras di Forza Italia Mario Mantovani, che cambiò casacca qualche anno fa vaticinando una sua candidatura alle Europee 2024: aveva ragione. Ben più vicino il cambio di maglia di Manuel Vescovi, che la Meloni ora ha messo in lista nell’Italia centrale. Vescovi era un leader di primo piano nella Lega di Salvini ed era anche il segretario regionale della Toscana: nel giugno 2023 decise di lasciare la Lega per Fratelli di Italia. Ma la medaglia per l’operazione voltagabbana al fotofinish la conquista Maria Veronica Rossi. Subentrata a Strasburgo nell’aprile 2023 come prima dei non eletti della Lega grazie alle dimissioni dell’eurodeputata Simona Baldassarre, nominata assessore nella Regione Lazio, la Rossi è stata una delle leghiste più presenti e osservanti le regole di partito in Europa. Poi la doccia fredda: «Dopo dieci anni di militanza, ho deciso di prendere una decisione importante: lascio la Lega. Una decisione sofferta, ma inevitabile, perché, ormai, all’interno del mio vecchio partito si erano create delle condizioni tali da non consentire più lì il prosieguo della mia esperienza politica. Sono stati dieci anni fantastici nei quali ho vissuto momenti belli ed esaltanti ed altri meno belli”» Dichiarazione del 30 aprile 2024. Il primo maggio è risorta apparendo nelle liste europee di Fratelli di Italia. Un vero miracolo, che ha visto la regia di Nicola Procaccini, eurodeputato uscente (e ricandidato) vicinissimo alla Meloni.

Maria Veronica Rossi, transfuga da Lega a FdI e candidata in sole 24 ore

L’ultimo evento di Giambruno e la manager del cinema amata dai cristiani tradizionalisti

Due sorprese fra le candidature di personaggi esterni alla militanza di FdI. La prima è la candidatura nel Nord Ovest di Federica Picchi Roncali, bocconiana ed ex manager prima di Roland Berger e poi di JpMorgan Chase, per diventare imprenditrice nel settore del cinema fondando nel 2010 la Dominus Production srl, società produttrice e distributrice di film. Attività per cui è diventata un punto di riferimento dei cristiani tradizionalisti (cattolici ed evangelici) per avere portato nelle sale e in streaming film rifiutati dai circuiti ufficiali e divenuti poi campioni al botteghino. Come God’s not dead (scontro fra professore ateo e studente evangelico), Sound of freedom (film sulla tratta dei bambini in Sud America), Unplanned (storia della direttrice di una clinica degli aborti convertita e diventata no aborto) e tanti altri come i film religiosi prodotti dagli evangelici di Angel Studios. La seconda sorpresa viene dalla candidatura in Centro Italia di Civita di Russo, vicecapo di gabinetto vicario del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e presidente dell’associazione della via Francigena. Civita era la donna a fianco di Andrea Giambruno nel convegno sul turismo del 19 ottobre 2023 a Pavia: l’ultimo evento a cui il giornalista partecipò come moderatore a poche ore del post della Meloni in cui fu ufficializzata la rottura della loro unione sentimentale.

Federica Picchi manager del cinema (sx) e Civita di Russo, vicecapo di gabinetto di Rocca nel Lazio (dx)

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