Tutti pazzi per Baby Reindeer, ma il protagonista fa appello al web: «Lasciate in pace i veri personaggi»

L’intervista con la presunta autentica Martha, realizzata da Piers Morgan su YouTube, è stata vista oltre 10 milioni e mezzo di volte in soli quattro giorni

Non accennano a spegnersi i riflettori sulla serie tv Netflix Baby Reindeer, l’ultimo fenomeno seriale scatenato dalla piattaforma, il contenuto attualmente più visto e discusso al mondo. Si tratta di una storia vera, ideata e sceneggiata da chi l’ha vissuta in prima persona, il comico scozzese Richard Gadd, nella serie Donny Dunn, che subisce lo stalkeraggio di Martha. In realtà la storia non è nuovissima, infatti la serie riprende l’omonimo one man show di Gadd, messo in scena con grande successo a Londra fino allo scoppiare della pandemia. Ma è chiaro che per lui la vera notorietà è arrivata da poche settimane, da quando la serie tv è sbarcata su Netflix ed ha attirato l’attenzione del larghissimo pubblico. Un’attenzione che, come spesso capita nell’era di internet, si è diffusa a macchia d’olio con grande velocità e in ogni angolo del globo, fino a declinarsi in una sorta di ossessione del popolo del web nei confronti dei personaggi. In un’intervista con Hollywood Reporter il comico ha dovuto infatti scongiurare il pubblico di non indagare più sulla vera identità dei personaggi coinvolti nella storia.


Troppo tardi, il pubblico avrebbe già individuato la presunta Martha, riconosciuta attraverso un peculiare studio dei profili social in Fiona Harvey, 58 anni. La donna ha risposto duramente alle accuse, prima tramite Instagram, messaggio al momento praticamente introvabile considerato che si sono esponenzialmente moltiplicati i profili con la sua immagine, dove sostiene di essere stata addirittura minacciata di morte, poi in un’intervista nella quale ammette di aver conosciuto Gadd ma nega di averlo mai stalkerato. Nell’intervista, realizzata dal noto giornalista Piers Morgan e che ha raccolto oltre dieci milioni e mezzo di views su YouTube in soli quattro giorni, la presunta Martha ha negato tutti quei dettagli riportati da Netflix come autentici della storia. Secondo il suo racconto, avrebbe conosciuto Gadd nel famoso pub dove tutta la storia ha inizio ma di esserci tornata solo qualche altra volta, non ha mai avuto il suo numero di cellulare, tutti falsi i numeri del suo presunto stalkeraggio (più di 41mila e-mail, 350 ore di messaggi vocali, 744 tweet, 46 messaggi su Facebook, 106 pagine di lettere) così come le aggressioni a nuove fiamme del comico, i contatti con i suoi genitori e men che meno vecchi arresti per lo stesso reato. Detto ciò a molti però non sono sfuggiti dei modi di porsi molto simili alla protagonista femminile della serie e quel violento «Richard Gadd is Psychotic», così come Morgan ha scelto di intitolare l’intervista, non ha fatto altro che alimentare i sospetti su di lei, anche fisicamente molto simile al personaggio di Martha, che ora minaccia azioni legali contro Netflix e lo stesso Gadd.   


Una situazione simile è stata vissuta nelle ultime settimane da Sean Foley, attore, scrittore, regista e amico di Gadd, individuato dal famigerato popolo del web come il personaggio che nella serie abusa sessualmente del protagonista. Foley si è dovuto rivolgere alle autorità dopo le numerose accuse di stupro ricevute online. È a quel punto che si è reso necessario l’intervento di Gadd, prima tramite social: «Per favore, evitate speculazioni su chi potrebbero essere le persone della vita reale. Non è questo lo scopo della nostra serie», aggiungendo poi nella sua ultima intervista: «Se avessi voluto che si trovassero le persone vere, avrei fatto un documentario».

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