Amanda Knox nel podcast con J-AX: «Il mio era un processo contro l’idea di una persona»

La ragazza americana, indiziata insieme all’ex fidanzato Raffaele Sollecito, del delitto della coinquilina inglese Meredith Kercher, parla ai microfoni del podcast di J-AX

«Sono stanca di essere identificata per cose che non ho fatto», a parlare così con J-AX e ai microfoni del podcast true crime Non aprite quella podcast, disponibile su Spotify, è Amanda Knox, la ragazza che nel 2007 fu accusata e poi assolta in via definitiva per l’assassinio della coinquilina inglese Meredith Kercher. Come è noto è tornata in questi giorni in Italia per l’accusa di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, per la quale è stata condannata a tre anni, già però scontati. A colloquio con il rapper degli Articolo 31, la Knox sostiene che nonostante l’inutilità del processo ha scelto di essere presente per ribadire la propria totale estraneità ai fatti. «è una condanna ingiusta e non volevo andare avanti nella mia vita con questo fardello» ha dichiarato anche in presenza del grande esperto di casi di cronaca Palla, host del podcast crime Dpen Crimini. Il rapporto tra Amanda Knox e J-AX risale a diversi mesi, fa quando il titolare del podcast aveva dedicato ben tre puntate all’omicidio di Perugia con una delicatezza particolarmente apprezzata dalla stessa Knox. «Il mio era un processo contro l’idea di una persona – ha dichiarato la Knox – contro questa Foxy Knoxy, non ho paura e non ho niente da nascondere».


Lo shock del delitto nella sua casa, la confusione iniziale, la costernazione di ritrovarsi imputata in isolamento, le difficoltà di provare a difendersi in una lingua straniera, la sensazione di debolezza e impotenza di fronte all’autorità delle istituzioni, Amanda Knox non si risparmia in dettagli. Ricorda l’improvviso cambio di atteggiamento delle forze dell’ordine, che prima l’hanno convocata come testimone e poi come imputata tentando di metterle in bocca la loro verità, con l’aiuto di una interprete particolarmente infastidita che, sempre secondo il racconto della Knox, faceva da spalla alle loro supposizioni. Tant’è che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo nel 2019 condanna l’Italia per aver negato alla giovane il diritto ad avvalersi di un avvocato e un interprete imparziale. Una situazione decisamente differente negli studi di Non aprite quella podcast, J-AX infatti, come si evinceva dalle puntate già andate in onda sul caso (ospite di una anche Raffaele Sollecito, anche lui pienamente assolto), si dichiara apertamente convinto dell’innocenza di Amanda Knox e della colpevolezza di Rudi Guede, che ha già scontato la pena per essere stato identificato dal tribunale come l’assassino della Kercher. Insieme i tre scandagliano la cronologia dei fatti, in particolare mettendo in discussione il lavoro della magistratura durante le fasi processuali.


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