Ilaria Salis è libera: tolto il braccialetto elettronico, può tornare in Italia

L’attivista, in carcere in Ungheria dal febbraio 2023, è stata eletta all’Europarlamento nelle liste di Avs

Ilaria Salis è libera. Dopo oltre 15 mesi di detenzione, prima in carcere poi ai domiciliari, le autorità ungheresi hanno accolto la richiesta di scarcerazione dell’attivista e insegnante – accusata di partecipazione ad organizzazione politica criminale, assalto e percosse – dopo la sua elezione all’Europarlamento. Il suo avvocato Gyorgy Magyar aveva inoltrato l’istanza ai giudici una volta ufficializzato il risultato del voto, che l’ha vista eletta a Strasburgo con circa 200mila preferenze, potendo così beneficiare dell’immunità da eurodeputata. Salis, che si era trasferita nel nuovo domicilio di Budapest dallo scorso 23 maggio ospitata da una famiglia italiana, può ora tornare in Italia. Gli agenti di polizia presentatisi questa mattina nell’appartamento a sorpresa le hanno tolto il braccialetto elettronico e le hanno consegnato un documento di identità ungherese, in esecuzione del provvedimento del giudice della Corte municipale Jozsef Sos. Il tribunale ha sospeso il processo penale a suo carico. Appena il giorno prima il capo di gabinetto del governo di Viktor Orbán, Gergely Gulyás, aveva dichiarato che l’Ungheria avrebbe chiesto «al Parlamento europeo la revoca dell’immunità». E il legale di Salis è convinto che la richiesta verrà inoltrata nelle prossime settimane. Lunedì prossimo, 17 giugno, compirà 40 anni: il padre Roberto e la sua famiglia avevano già comprato i biglietti per Budapest, ma è possibile che festeggerà in Italia. «Facciamo i festeggiamenti del suo compleanno a casa, vado a prenderla e me la porto a casa io», ha detto soddisfatto il padre, che le ha curato la campagna elettorale, «sono molto contento sto cercando di organizzare il rientro il più velocemente possibile. Ho lavorato in sordina ma non ci aspettavamo che venisse liberata già oggi. E invece mi ha chiamato l’avvocato Magyar per dirmi che la polizia stava andando a liberarla. E ora vado a prenderla». L’ambasciata italiana a Budapest avrebbe già preparato i documenti per il viaggio, secondo quanto dichiarato l’avvocato Magyar


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