Pino D’Angiò, il ricordo dei Bnkr44: «Hai fatto ballare il mondo, ci hai insegnato a seguire le nostre idee senza ascoltare nessuno» – Il video

In un’intervista al Corriere della Sera, la band si è detta sconvolta dalla notizia della morte del cantautore: «Ma ora è diventato immortale e noi contribuiremo ad allungare la sua leggenda»

L’avevano (ri)portato sul palco del Festival di Sanremo per duettare nella serata delle cover sulle note di una versione rivisitata della hit Ma quale idea. Ora, i Bnkr44 si dicono scossi per la notizia della morte di Pino d’Angiò, il cantautore di Pompei salito alla ribalta negli anni Ottanta e scomparso a 71 anni. «Pino è diventato immortale e noi contribuiremo ad allungare la sua leggenda», hanno detto al Corriere della Sera. Anche nella serata Battiti Live a Otranto di ieri, sabato 6 luglio, la band ha voluto rendergli omaggio: «Vogliamo prenderci un momento per omaggiare, ricordare ma soprattutto ringraziare una leggenda, un’icona, un uomo che ha fatto innamorare e ballare tutto il mondo e che ci ha insegnato il valore della vita, dell’umiltà e della spensieratezza». E poi ancora: «Pino ha sorriso in faccia al diavolo – hanno proseguito prima di cantare Ma quale idea – è sempre stato un guerriero, ci ha insegnato ad amare la vita anche quando è dolore e a seguire le nostre idee senza ascoltare nessuno. Grazie, è stato un anno incredibile, fai buon viaggio». Questa sera, al Tim Summer Hits su Rai 1, sarebbe dovuto andare in onda l’ultima esibizione del musicista ma «d’accordo con la casa discografica, Rai e la famiglia dell’artista, si è deciso di rinviare la messa in onda nelle prossime puntate».


L’incontro tra i Bnkr44 e Pino D’Angiò

Fares, Erin, Caph, JxN, Faster, Piccolo e Ghera raccontano al quotidiano di Milano di aver conosciuto il cantautore in modi differenti: «C’era chi di noi lo conosceva da qualche anno, chi l’ha scoperto grazie a TikTok e alla nuova vita che aveva avuto con i social un paio d’anni fa. Ma tutti già sapevamo chi era prima di collaborarci: inizialmente prima di conoscerlo, c’erano solo le canzoni e quel che si percepiva del personaggio. Poi l’abbiamo incontrato e ci ha conquistati istantaneamente». D’Angiò era una persona «tanto ironica quanto saggia», dicono. «Capace di passare dalle battute più stupide a delle massime sulla vita che ci facevano riflettere. E poi era super umile». Tanti i consigli musicali dispensati ai 6 dal musicista «anticonformista»: «Ci ha detto tante cose in più momenti – spiegano -, ma anche senza dirci niente ci ha dato una mano incredibile. È in molta parte grazie a lui se le cose quest’anno sono andate così bene. Tante volte ci ha fatto i complimenti per come lavoravamo, diceva che il nostro progetto funzionava ed è sempre stato disponibile. Il suo consiglio – conclude la band – era quello di divertirci e anche a Sanremo ci diceva di non perdere la spontaneità, la leggerezza e l’unione tra noi». 


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