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L’Esercito italiano chiede lo smart working e la settimana corta: la proposta che spiazza anche il sindacato

12 Novembre 2024 - 15:06 Ugo Milano
Elicottero AW129 MAngusta al poligono d Capo Teulada durante lesercitazione Joint Star 2023, Sardegna, 22 Maggio 2023. ANSA/GIUSEPPE LAMI. 
La Joint Star 2023  la pi importante esercitazione militare in Italia. Si tiene ogni due anni in Sardegna,  coinvolge Aeronautica Militare, Marina Militare, Esercito Italiano, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Croce Rossa e Protezione Civile. Sono coinvolti oltre 5.300 uomini e donne e circa 900 mezzi terrestri, aerei e navali. L'obiettivo  addestrare alle operazioni di difesa del territorio nazionale e dell'Alleanza, ma non solo. Il focus dell'evento formativo  su una prima risposta civile ad una crisi umanitaria e di pubblica sicurezza e una successiva risposta militare congiunta e multinazionale ai sensi dell'art. 5 del Trattato Nord Atlantico, che sancisce il principio della difesa collettiva in caso di aggressione nei confronti di uno dei Paesi alleati. Bonifica, operazioni di pulizia e ripristino ambientale sono le attivit che interesseranno specifiche squadre della Difesa durante tutte le fasi e anche oltre il termine delle esercitazioni.
«Le misure sono in contrasto con la natura professionale militare, che richiede presenza fisica, prontezza operativa e disponibilità continua», ha detto il segretario generale di Usmia Esercito, Leonardo Nitti
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Smart working e settimana corta anche per l’Esercito. Le forze armate italiane, nel contesto del rinnovo contrattuale, propongono di inserire entrambe le misure. Che, a detta del sindacato Usmia (Unione sindacale militari interforze associati) sono «in contrasto con la natura professionale militare, che richiede presenza fisica, prontezza operativa e disponibilità continua». La protesta è partita dal segretario generale di Usmia Esercito, Leonardo Nitti. «La coesione del gruppo e lo spirito di corpo, pilastri fondamentali della nostra missione – spiega Nitti -, si sviluppano infatti attraverso la quotidiana interazione e il confronto diretto. L’introduzione del telelavoro – continua – rischia inoltre di compromettere l’immagine e il valore del servizio militare, rendendo difficile giustificare richieste di maggiori risorse per la Difesa. La sicurezza e la difesa del nostro Paese richiedono infatti un impegno fisico e mentale che non può essere svolto a distanza». Anche la riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni, per il sindacato, non porterebbe «reali vantaggi» per il personale, «anzi rischierebbe di risultare controproducente. Eliminare il venerdì ridurrebbe i giorni di servizio di circa 52 giorni l’anno, con conseguente impatto sui giorni di licenza disponibili. Inoltre – conclude Nitti -, l’attuale normativa sugli straordinari già consente una flessibilità oraria, che permette al personale di recuperare le ore straordinarie effettuate e di modulare il proprio orario di lavoro».

La replica delle Forze Armate

L’ufficio pubblica informazione e comunicazione dello Stato maggiore dell’esercito puntualizza in merito a questa vicenda.« In merito alle notizie pubblicate da alcuni organi di stampa relative alla riarticolazione dell’orario di servizio e alla possibilità per il personale dell’Esercito di poter ridurre a soli quattro giorni a settimana l’attività lavorativa, si precisa che tale interpretazione è del tutto fuorviante e non coerente con le normative in vigore», si legge nella nota, «nello specifico il Comandante di Corpo può, temporaneamente e in via eccezionale, variare il numero delle giornate lavorative, per l’intera unità organizzativa o per parte di essa, aumentandole a sei giorni o riducendole a quattro, in presenza di particolari condizioni operative, addestrative, logistiche o ambientali, garantendo comunque la continuità del servizio e la funzionalità dell’unità stessa». Una «flessibilità» che è dettata dalla «necessità che il personale dell’Esercito Italiano, nell’assolvimento dei compiti istituzionali, sempre più spesso è chiamato ad operare in ogni condizione ambientale, in Italia e all’estero, anche oltre il normale orario di servizio e per periodi continuativi per garantire la difesa e la salvaguardia della collettività, specialmente in situazioni di rischio ed emergenza».

Foto copertina: ANSA / GIUSEPPE LAMI | militari dell’esercito italiano (Sardegna, 22 Maggio 2023)

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