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Flavio Briatore e la Ferrari che merita di vincere un Mondiale: «Hamilton è una star come Senna»

05 Aprile 2025 - 07:33 Alba Romano
epa00682910 Renault Team Principal Italian Flavio Briatore gestures during the team shot before the Australian Formula One Grand Prix at the Albert Park Street Circuit in Melbourne, Australia, Saturday 01 April 2006.  EPA/RAINER JENSEN
L'imprenditore racconta il suo ritorno in Formula 1. E spiega a che punto è l'Alpine
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Flavio Briatore è rientrato in Formula 1 con l’alpine. «Questa è la Benetton, la Renault. Lo stabilimento di Enstone, in Inghilterra, l’ho costruito io. Quando ho visto l’Alpine in questa situazione ho parlato con Luca (De Meo, l’ad di Renault, ndr) e gli ho detto: sono molto incasinato, ma un po’ di tempo se vuoi lo trovo. Poi ho venduto gran parte del food&beverage, per cui diciamo che mi sono alleggerito», spiega a La Stampa. La rinascita, dice, è «al punto di partenza. Siamo partiti da molto lontano, solo nel 2026 avremo il pacchetto completo Mercedes, motore e cambio».

Il successo in Formula 1

Per l’Alpine bisognerà aspettare il prossimo anno. Al titolo punterà nel 2027: «Nel 2026 però dovremo essere competitivi». Poi spiega cosa ha fatto: «Intanto conoscevo gran parte dei ragazzi e la gente si ricorda subito che abbiamo vinto sette Mondiali insieme. Appena arrivato, ho fatto sistemare nella lobby le monoposto vincenti di Michael (Schumacher, ndr) e Fernando (Alonso, ndr): sembrava che si volesse dimenticare il passato. Siamo partiti in 1200, i 900 rimasti devono capire che produciamo una macchina, ma deve essere veloce. La producevano anche prima, solo che era lenta». Parla del team principal Oliver Oakes: «Gran lavoratore, è inglese, vive a due passi da Enstone».

Hamilton

Tra i grandi ci sono Schumacher, Alonso, Verstappen. E anche Hamilton: «Oltretutto è tra i personaggi più riconoscibili dello show. È cambiato il contorno, tutti vogliono ospitare un Gp, c’è la percezione di un evento da non perdere che attrae i giovani, quindi il futuro». E ancora: «Gli altri sono campioni, forse lui è l’unica vera star come lo era Senna». Poi il giudizio su Elkann: «Dal punto di vista del marketing, benissimo: per tutto l’inverno non si è parlato d’altro. Per il resto è presto per dirlo, anche se nella Sprint in Cina ha fatto una cosa eccezionale. La Ferrari ha due buoni piloti, ma lo erano anche Leclerc e Sainz». Infine: «Gestire la Ferrari non è semplice: ha organizzato il team nel modo giusto e merita di vincere un Mondiale. La squalifica è capitata anche a noi (Gasly, ndr), abbiamo fatto una riunione ad hoc perché certe cose non devono accadere».