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Platini e Blatter, dopo 10 anni crollano tutte le accuse sullo “scandalo Fifa”: «Non ci fu alcuna frode»

blatter paltini
blatter paltini
Assoluzione definitiva per l'ex capo dell'Uefa e quello della Fifa. Dopo dieci anni di processi la Procura svizzera rinuncia all’appello. Cade l’accusa di frode che aveva travolto i due dirigenti e le loro carriere

Dopo dieci anni di processi, polemiche e accuse Michel Platini e Sepp Blatter sono stati assolti in via definitiva dall’accusa di frode che aveva travolto le loro carriere, soprattutto quella di Le Roi, e cambiato gli equilibri al vertice della Fifa. A porre fine alla vicenda è la Procura generale svizzera, che, rinunciando a presentare appello, ha accettato la decisione dei giudici che già in primo e secondo grado avevano scagionato i due ex dirigenti. «Era una storia per impedirmi di diventare presidente della Fifa», ha commentato Platini dopo l’annuncio, ricordando come quell’inchiesta abbia di fatto troncato le sue ambizioni di arrivare al vertice del calcio mondiale. Oggi, a 69 anni, l’ex numero 10 della Juventus esclude un ritorno nell’alta politica dello sport: «Sono troppo vecchio per cercare nuove responsabilità».

Dieci anni di processi e accuse

L’inchiesta, nata nel 2015, ruotava intorno a un pagamento da 2 milioni di franchi svizzeri, circa 1,8 milioni di euro effettuato a favore di Platini. L’ex fuoriclasse francese aveva lavorato come consulente di Blatter tra il 1998 e il 2002, con un contratto che prevedeva uno stipendio annuo di 300mila franchi. I dubbi dell’accusa nacquero quando, nel 2011, ormai presidente della Uefa, Platini rivendicò un compenso aggiuntivo di 2 milioni: per l’accusa si trattava di una «fattura falsa». Da parte loro, i due imputanti, hanno sempre sostenuto che quella fosse una parte originaria dell’accordo che non era stata messa nera su bianco per non impattare sulle finanze delle Federazione. Quello del 2011 non era quindi un pagamento “extra” a fini poco leciti, ma semplicemente quanto dovuto a Platini. E i giudici svizzeri gli hanno dato ragione.

L’effetto politico

Lo scandalo esploso nel 2015 ha avuto effetti immediati e pesanti e ha contribuito a ridisegnare il mondo della politica calcistica che oggi si è imposta. Platini, allora presidente Uefa, fu costretto a rinunciare alla corsa per la guida della Fifa, e per il quale era anche considerato favorito. A spuntarla fu infatti uno degli uomini all’epoca considerati vicini al francese: l’italo-svizzero Gianni Infantino, allora segretario generale Uefa.