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Chiedono soldi per Carlo Panizzo, il bimbo annegato a Cavallino. Ma la famiglia scopre la truffa: i 26mila euro e le foto per commuovere

29 Agosto 2025 - 22:58 Giulia Norvegno
Carlo Panizzo, ricerche
Carlo Panizzo, ricerche
«È ignobile speculare sul nostro dolore» ha detto Fabio Panizzo, dopo aver denunciato la falsa raccolta fondi in memoria del figlio di 6 anni, morto annegato nel Veneziano

Fabio Panizzo, il padre di Carlo Panizzo, il bambino di 6 anni annegato l’11 agosto a Cavallino Tre Porti, nel Veneziano, ha presentato denuncia alla Polizia Postale dopo aver scoperto una falsa raccolta fondi online intestata al figlio. Su una nota piattaforma di crowdfunding è apparsa una raccolta fondi dal titolo “Un sorriso per Carlo”, promossa da un certo Marco Rossi di Roma – nome che potrebbe essere fittizio secondo le indagini, come riporta il Corriere del Veneto. L’obiettivo dichiarato è di raccogliere 26mila euro in memoria del bambino. A corredo dell’iniziativa c’è la foto del bambino e immagini della catena umana, che si era formata nelle acque di Cavallino per tentare di ritrovarlo.

L’unica raccolta autorizzata è già chiusa

«Né io né Dana, la mamma di Carlo, abbiamo autorizzato raccolte fondi», ha chiarito il padre ai microfoni di Antenna 3. La famiglia precisa che c’è stata una sola iniziativa legittima: quella organizzata dalle amiche della madre, che si è già conclusa con successo. «È una truffa, non esiste alcuna raccolta fondi autorizzata per sostenere la famiglia. È ignobile speculare sul nostro dolore», ha dichiarato Fabio Panizzo a Il Gazzettino.

Bimbo 6 anni trovato morto a Cavallino, Venezia
La catena umana dei bagnanti impegnati nella ricerca di Carlo Panizzo. È una delle foto usate dalla falsa raccolta fondi per commuovere i potenziali donatori | ANSA/VIGILI DEL FUOCO

L’appello della famiglia contro le truffe

Il padre ha lanciato un appello: «Invito tutti a non aderire a quella raccolta o ad altre raccolte che dovessero essere lanciate, si tratta di una frode. Non trovo nemmeno le parole per commentare il gesto di queste persone che speculano sul dolore e usano la morte di un bambino per fare soldi».

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