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Foto rubate e siti sessisti, la procura di Roma aprirà presto un fascicolo d’indagine: «Sarà sentito anche il gestore di Phica.eu»

31 Agosto 2025 - 15:07 Alba Romano
mia moglie phica utenti divertimento
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Procedono anche i lavori della commissione parlamentare sul Femminicidio: «Dobbiamo attualizzare le norme»

La prossima settimana la procura di Roma analizzerà l’informativa della polizia postale sui casi relativi al gruppo Facebook Mia Moglie e al sito web Phica.eu, dove venivano condivise foto di donne – in alcuni casi dai rispettivi mariti o compagni – a loro insaputa e quelle stesse foto venivano commentate in modo sessista e offensivo. Dopo l’analisi dell’informativa, i pm di piazzale Clodio apriranno un fascicolo e procederanno con l’iscrizione degli indagati e l’eventuale interrogatorio del gestore del sito, ormai chiuso, Phica.eu. Secondo quanto si apprende, il gestore del portale sessista sarebbe un cittadino italiano. E il fatto che il server su cui si appoggia il sito sia estero non ostacolerebbe l’azione penale nei suoi confronti.

Come attualizzare le norme sul revenge porn

Parallelamente al lavoro della polizia postale e dei pm procede anche l’inchiesta sui siti sessisti avviata dalla commissione parlamentare sul Femminicidio. L’obiettivo, fa sapere la presidente Martina Semenzato (Noi moderati), è chiudere l’inchiesta entro la fine del 2025, così da «valutare come attualmente avviene il monitoraggio» su siti di quel genere e «capire se ci sono provvedimenti già in essere che possono aiutare». Allo stesso tempo, i parlamentari discuteranno anche di come «attualizzare le norme» per evitare che foto di donne finiscano su forum e siti sessisti: «Le norme ci sono, ad esempio nel caso del revenge porn, che è sanzionato addirittura con una pena fino a sei anni. Però non è sanzionata la possibilità che si manipolino le foto», spiega Semenzato.

Le audizioni con ministri e professionisti

«Siamo davanti all’uso improprio degli strumenti tecnologici. Dobbiamo fare una riflessione sulle maglie troppo larghe della policy di controllo sui social, dove sono evidenti gli ammiccamenti a pornografia e prostituzione, non sono celati», dice ancora la presidente della commissione sul Femminicidio. I parlamentari ascolteranno la polizia postale, i ministri competenti e «tutta una serie di professionisti che in questi giorni in tantissimi hanno chiamato o scritto»: avvocati, magistrati, associazioni e non solo.

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