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Picchiano 12enne sullo scuolabus, sospesi dal servizio per tre giorni. Ma i genitori dei bulli chiamano l’avvocato

21 Novembre 2025 - 08:58 Ugo Milano
Una foto di ARCHIVIO mostra tre ragazzi fotografati mentre picchiano un coetaneo a Pontedera (Pisa). 
Nella scuola media " Centro storico" di Pordenone un ragazzo è stato aggredito dai compagni di classe che hanno messo il filmato dell'aggressione su Facebook. Il ragazzo è stato ricocoverato in ospedale dove gli hanno risontrato traumi e contusioni multiple. Nei fotogrammi del video si vede il ragazzo cadere a terra, preso a calci e pugni da alcuni compagni.La preside della scuola ha detto che parlerà con i ragazzi coinvolti ma ha precisato che "i fatti si sono svolti all'esterno della scuola". La madre del ragazzo - che ha consegnato il video agli inquirenti - ha detto di aver fatto la denuncia "non solo per quanto accaduto a mio figlio, ma anche perché voglio continuare a credere di poter vivere in una società civile".


 ANSA/FRANCO SILVI
L’aggressione su un mezzo diretto alla scuola media. Il comune si mobilita dopo la segnalazione dell'autista, ma le famiglie non la prendono bene
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Un dodicenne è stato picchiato da tre coetanei sullo scuolabus diretto alla scuola media. I ragazzi sono stati sospesi dal servizio per tre giorni, ma le loro famiglie hanno incaricato un avvocato per contestare il provvedimento. È quanto successo a Treviso. Il pestaggio è avvenuto durante il tragitto verso una scuola media, quando tre studenti di classe prima si sono scagliati contro un compagno, colpendolo con pugni e spintoni. L’autista è intervenuto per sedare la lite e ha poi raccontato quanto accaduto alla scuola. L’istituto ha a sua volta informato il comune, che ha applicato la sospensione dal trasporto scolastico prevista in questi casi. I genitori dei tre ragazzini, però, non hanno preso bene la decisione e si sono rivolte a un avvocato, chiedendo con una lettera il reintegro dei figli bulli sul servizio.

Gli autisti: «Siamo stanchi, serve collaborazione con le famiglie»

«Siamo stanchi, con le famiglie serve collaborazione», denunciano al Gazzettino gli operatori del servizio scuolabus del territorio. «Le nostre aziende associate mettono a disposizione dei comuni costosi mezzi di ultima generazione e si trovano sempre più spesso a dover fare l’inventario dei danni causati dagli studenti, segno che le stesse “piaghe sociali” che affliggono il trasporto pubblico si stanno insinuando sempre più anche in quello scolastico. Eppure, questo lavoro resta tra i meno riconosciuti e tutelati, sia sul piano economico che sul piano del prestigio professionale», denuncia Davide Baldoin, presidente degli autobus operator di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «Capita che – racconta – l’autista alzi la voce all’interno dello scuolabus per rimproverare i ragazzi quando c’è qualche problema. I ragazzini poi si lamentano coi genitori, che segnalano il fatto al Comune, il quale, avendo comunque le mai legate, poi chiede di cambiare l’autista. Non sorprende – conclude – che facciamo difficoltà a reperire il personale».

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