Meloni sente Zelensky: «Sarà a Roma tra pochi giorni». Trump jr. spaventa Kiev: «Pace in Ucraina? Mio padre è pronto a tirarsi indietro»

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto oggi, domenica 7 dicembre, una conversazione telefonica con il presidente ucraino Volodymr Zelensky «in vista di una serie di visite di lavoro che quest’ultimo compirà in questi giorni a Londra, Bruxelles e Roma, nell’ambito dei suoi contatti sul processo di pace in Ucraina con i principali leader europei». Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. Secondo quanto riportato dal Messaggero, il leader di Kiev potrebbe arrivare in Italia già martedì 9 dicembre. Nel corso del colloquio, la presidente Meloni ha voluto rinnovare la solidarietà italiana a seguito di una nuova serie di attacchi indiscriminati russi contro obiettivi civili ucraini e ha annunciato al presidente ucraino l’invio di forniture di emergenza a sostegno delle infrastrutture energetiche e della popolazione. I generatori forniti da aziende italiane verranno inviati in Ucraina già nelle prossime settimane. Meloni, si legge ancora nella nota, ha inoltre espresso sostegno al processo negoziale in corso e all’impegno degli Stati Uniti per individuare un percorso che possa condurre a una pace giusta e duratura.
Mosca: «Noi in linea con gli Usa, modifiche al piano di pace»
Nel frattempo, davanti alle dure parole contro l’Unione Europea contenute nel documento sulla Strategia di sicurezza nazionale Usa, in cui si parla per il vecchio continente del rischio di «cancellazione della civiltà», Mosca gongola. Per il Cremlino quelle posizioni sono «coerenti» con la visione di Mosca e possono garantire un «lavoro costruttivo» con gli Usa sulla soluzione ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Tass. «Gli aggiustamenti sono in gran parte coerenti con la nostra visione», ha osservato. «Forse possiamo sperare che questa possa essere una modesta garanzia che saremo in grado di continuare in modo costruttivo il lavoro congiunto per trovare una soluzione pacifica in Ucraina». La Russia ha inoltre espresso il suo apprezzamento sul fatto che non sia più vista come una minaccia diretta da parte degli Stati Uniti.
L’ennesima notte d’inferno in Ucraina
Intanto stanotte un massiccio attacco russo con droni e missili ha colpito infrastrutture critiche in numerose regioni del Paese, provocando blackout diffusi, danni ai trasporti. Secondo l’aeronautica ucraina, Mosca ha lanciato complessivamente 704 velivoli ostili, tra cui 5 missili balistici e 241 droni, oltre a ondate successive che hanno portato il numero totale delle incursioni a più di 650 droni e 51 missili. Le difese ucraine hanno abbattuto o neutralizzato 179 obiettivi aerei. Tra le aree colpite più duramente c’è Kremenchuk, dove il sindaco Vitaliy Maletsky ha denunciato interruzioni di elettricità, acqua e riscaldamento. Per Mosca invece sono stati intercettati e distrutti 77 droni ucraini nelle regioni occidentali del Paese.
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A che punto è la trattativa per il cessate il fuoco
Continuano le trattative per aprire i negoziati tra Russia e Ucraina mediati dagli Usa. A Miami, il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov e il capo di stato maggiore Andriy Hnatov hanno incontrato per due giorni gli emissari di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Mentre il presidente ucraino Zelensky sarà lunedì 8 dicembre 2025 a Londra, dove vedrà il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
