La Banca Centrale russa fa causa a Euroclear: «Usare gli asset russi per l’Ucraina è illegale»

La Banca Centrale russa ha dichiarato che le intenzioni dell’Unione Europea sull’utilizzo dei suoi asset sono illegali. E che si riserva il diritto di impiegare tutti i mezzi disponibili per proteggere i suoi interessi. La prima mossa è stata intentare una causa contro Euroclear, una società belga di servizi finanziari, specializzata nel regolamento delle transazioni in titoli e nella custodia e nel servizio delle attività presso la Corte Arbitrale di Mosca.
La Banca Centrale russa e la causa a Euroclear
«In relazione alle azioni illegali del depositario Euroclear, che stanno causando perdite alla Banca di Russia, nonché in relazione ai meccanismi ufficialmente esaminati dalla Commissione Europea per l’utilizzo diretto o indiretto degli asset russi senza il nostro consenso, la Banca di Russia sta intentando una causa presso la Corte Arbitrale di Mosca contro il depositario Euroclear per ottenere il risarcimento dei danni», si legge nel comunicato dell’istituto centrale. Secondo Mosca «i meccanismi di utilizzo diretto o indiretto degli asset della Banca centrale, così come qualsiasi altra forma di utilizzo non autorizzato degli asset della Banca di Russia, sono illegali e contrari al diritto internazionale, inclusa la violazione dei principi di immunità sovrana degli asset».
Il comunicato Ue e la Banca di Russia
La banca ha fatto riferimento a un comunicato stampa della Commissione Europea pubblicato il 3 dicembre che delineava due soluzioni per sostenere il fabbisogno finanziario dell’Ucraina nel 2026 e nel 2027. In base a una di queste soluzioni, la Commissione Europea potrebbe prendere in prestito liquidità da istituti finanziari dell’UE che detengono asset congelati della Banca centrale russa per emettere un prestito di riparazione per l’Ucraina. I funzionari russi hanno ripetutamente affermato che tale azione incontrerebbe «la reazione più dura». La banca centrale ha affermato che l’attuazione di tali piani sarà contestata «dai tribunali nazionali, dalle autorità giudiziarie di stati esteri e organizzazioni internazionali, dai tribunali arbitrali e da altre istanze giudiziarie internazionali, seguita dall’esecuzione delle decisioni giudiziarie nei territori degli stati membri delle Nazioni Unite».
