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Sciopero generale, la Cgil: «Adesione al 68%, mezzo milione in piazza». Landini lancia una raccolta firme per una legge sulla sanità pubblica

12 Dicembre 2025 - 15:36 Alba Romano
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A Firenze, 100mila persone in corteo. Il sindacato: «Messaggio chiaro dagli italiani»

Sono oltre mezzo milione i lavoratori, pensionati e cittadini che hanno partecipato alle manifestazioni indette dalla Cgil in diverse città italiane a sostegno dello sciopero generale. A diffondere le cifre è lo stesso sindacato guidato da Maurizio Landini, che ha partecipato al corteo di Firenze assieme ad altri 100mila partecipanti. L’adesione media nazionale allo sciopero generale, sempre secondo i dati diffusi dalla Cgil, si attesta intorno al 68%. «Da tutta Italia – spiega il sindacato in una nota – sono arrivati messaggi chiari: aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, contrastare la precarietà, introdurre una riforma fiscale equa e progressiva e vere politiche industriali e per il terziario, dire no al riarmo e chiedere maggiori investimenti in sanità e istruzione».

La raccolta firme per «una vera sanità pubblica»

Da Firenze, Landini ha anche svelato un’iniziativa su cui lavorerà la Cgil nel prossimo futuro: «Lanceremo nei prossimi giorni una raccolta di firme per presentare in Parlamento una legge di iniziativa popolare per una vera sanità pubblica, saremo impegnati a bloccare col referendum una riforma che in realtà con la riforma della giustizia non c’entra nulla e continueremo a esser impegnati per aumentare il salario». Queste le parole del segretario generale Cgil a Firenze. «C’è un problema di riforma fiscale, non può essere che la tassazione su lavoro dipendente e pensioni sia più alta della tassazione sui profitti e sulle rendite finanziarie. Quindi la riforma fiscale è oggi un elemento centrale, e la riforma fiscale vuole anche dire introdurre quella progressività che fa pagare di più a quelli che hanno di più. Insisteremo per fare in modo che le 500.000 persone più ricche del nostro paese abbiano un contributo di solidarietà per ricavare quei soldi che sono necessari per investire su sanità pubblica, scuole, asili, politiche industriali».

Landini contro il riarmo: «Abbiamo 33 mesi di crisi industriale, quando ci sono i giovani che se ne scappano dal nostro paese»

Landini ha poi criticato le politiche per il riarmo messe in atto «quando abbiamo 33 mesi di crisi industriale, quando ci sono i giovani che se ne scappano dal nostro paese, quando è evidente a tutti che c’è la necessità di fare politiche di investimento che creino giustizia sociale, che creino un lavoro stabile, non precario, e soprattutto di ridare fiducia a chi non partecipa più nemmeno al voto».

«Il governo non vuole farci mettere in condizioni di negoziare alla pari»

«C’è oggi un obiettivo esplicito della politica e del governo ancor di più: mettere in discussione l’esistenza stessa del sindacato confederale come soggetto che ha diritto di negoziare alla pari col governo», ha dichiarato il leader della Cgil. «Il 10 ottobre – ha spiegato Landini – abbiamo fatto l’unico incontro sulla legge di bilancio con il ministro Giorgetti, ma a quell’incontro la presidente del Consiglio e i due vicepremier non sono venuti perché quel giorno erano a Firenze. E anziché venire all’incontro con i sindacati sulla legge di bilancio avevano ritenuto più importante venire a Firenze a chiudere la campagna elettorale per le elezioni regionali».

Foto copertina: ANSA/Claudio Giovannini | Maurizio Landini durante la manifestazione indetta dalla CGIL per la giornata dello sciopero generale, Firenze, 12 dicembre 2025

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