Ultime notizie Donald TrumpFestival di SanremoFraneIranSicurezza stradale
ATTUALITÀCorte di CassazioneGoverno MeloniInchieste

Il governo dovrà pagare oltre un miliardo a Tim per un canone del 1998, la decisione della Cassazione: cosa è successo

20 Dicembre 2025 - 17:28 Ugo Milano
tim-governo-un-miliardo-cassazione
tim-governo-un-miliardo-cassazione
Dopo 27 anni, i giudici hanno dato ragione alla compagnia telefonica: il canone di 500 milioni di euro non era dovuto. Ora, considerando rivalutazioni e interessi, il governo dovrà restituire oltre un miliardo di euro

La Corte di Cassazione ha stabilito che il governo italiano dovrà rimborsare oltre un miliardo di euro a Tim, ponendo fine a una lunga battaglia legale durata più di venti anni. La vicenda ha avuto inizio quando l’ex monopolista delle telecomunicazioni versò oltre 500 milioni di euro come contributo obbligatorio allo Stato nel 1998. Tim ha sempre sostenuto che tale pagamento fosse indebito e ha agito per ottenerne il rimborso.

La conferma di Tim

La compagnia telefonica ha confermato di aver ricevuto comunicazione, in data odierna, in merito alla sentenza della Corte di Cassazione che «rigetta il ricorso presentato dalla presidenza del Consiglio dei ministri e conferma in via definitiva la decisione della Corte d’Appello di Roma dell’aprile 2024», si legge nella nota. L’importo dovuto, che comprende il canone originario (500 milioni), gli interessi e la rivalutazione, supera complessivamente un miliardo di euro.

La vicenda lunga oltre 20 anni

L’origine del contenzioso risale al 1998, l’anno successivo alla liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni, quando la finanziaria dell’anno successivo stabilì l’obbligo di un contributo da versare agli operatori di telecomunicazioni, calcolato in base al fatturato, al posto del canone di concessione ormai obsoleto. Al gruppo vennero richiesti 528,7 milioni di euro: 385,9 milioni per Telecom Italia e 142,8 milioni per Telecom Italia Mobile (Tim). Nel 2000, la società presentò ricorso contro il decreto che stabiliva le modalità di pagamento del contributo, portando il caso al Tar del Lazio. Quest’ultimo rinviò la decisione alla Corte di Giustizia Europea, che, nel febbraio del 2008 emise una sentenza favorevole al gruppo telefonico, che definì il canone «non dovuto».

L’iter giudiziario e la decisione della Cassazione

Nel frattempo, nel 2003, Telecom aveva fatto richiesta di rimborso sempre al Tar del Lazio, che, con una sentenza del dicembre del 2008, aveva detto no, pur non sconfessando la sentenza europea. Contro questa sentenza del 2008 Telecom aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato e la risposta, arrivata novembre 2009, è stata ancora una volta negativa. La vicenda si spostò quindi alla Corte d’Appello, e, dopo un lungo iter giudiziario, la Cassazione ha infine dato ragione a Tim, ordinando al governo di rimborsare, comprensivi di rivalutazione e interessi, oltre un miliardo di euro. Questa sentenza era molto attesa, tanto che il governo aveva già previsto un “fondo” nella manovra economica per far fronte alle cause legali, inclusa quella con Tim.

Foto copertina: ANSA / MATTEO BAZZI | La sede di Rozzano (Milano) di Tim, 24 aprile 2018

leggi anche