«Per sospendere l’assicurazione mi chiedono i documenti». Parla il proprietario dell’auto in bilico di Niscemi: il parcheggio prima della frana

Oltre al danno, la beffa. Sta vivendo un vero incubo Marcello Di Martino, il proprietario della macchina diventata il simbolo del dramma che sta vivendo Niscemi, il paesino in provincia di Caltanissetta devastato dalle frane e dal ciclone Harry. L’80enne, geometra in pensione, è il titolare della Ford Fiesta sospesa in bilico sullo strapiombo. Ora vorrebbe sospendere la polizza assicurativa che scade ad agosto, ma non può farlo perché i documenti che servono sono andati persi, così come quasi tutto il resto, proprio nella frana. «Mi hanno detto che hanno bisogno dei documenti. Ma come faccio a recuperarli, ho detto», dice ad Andrea Pasqualetto, inviato del Corriere della Sera.
«Mio figlio allora ha trovato una foto del precipizio dove si vede la targa. Vediamo se possono fare qualcosa», aggiunge. Marcello è disperato. «Qui la tragedia è enorme», afferma. E la sua auto ne è diventata il simbolo. «L’avevo parcheggiata nel mio garage, dove si entra dalla strada panoramica, via Angelo d’Arrigo, che è venuta giù con mezzo garage. È una 1.400 diesel, la usavo solo per andare fuori città, anno 2002, 97 mila chilometri. In città uso la Seicento», racconta il pensionato.
Il parcheggio prima della frana e il destino dell’auto
Marcello ripercorre poi cos’è accaduto il giorno in cui è arrivata la prima frana. «Quel giorno – spiega – avevamo appena finito di pranzare quando qualcuno ha bussato a casa nostra urlando “uscite uscite, c’è la frana c’è la frana”. La prima cosa che ho fatto è stata prendere subito mia moglie, che non può muoversi, per caricarla nell’altra auto, la Seicento. Ho preso anche qualche coperta e tutto quello che ho trovato a portata di mano.
Prima di uscire – aggiunge Marcello – ho staccato gas e luce per sicurezza, c’era puzza. Ho guardato verso la strada e mi sono accorto che qualcosa non andava. Poi ho visto una crepa e a quel punto siamo partiti». Lui e la moglie, che è anziana e non sta bene, sono stati tre giorni a casa di un’amica di Niscemi. E ora vede solo distruzione davanti ai suoi occhi. «La mia casa? Se non va giù la demoliranno. Abbiamo perso tutto. La mia Ford? Prima o poi cadrà anche quella. Ogni volta che la vedo in televisione mi sale un nodo alla gola», conclude Marcello.
