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Madre e figlia morte per intossicazione, cinque medici indagati. Sequestrati i funghi e il pesce mangiati alla vigilia

29 Dicembre 2025 - 18:44 Ugo Milano
madre figlia intossicate
madre figlia intossicate
Le due vittime, recatesi in pronto soccorso nei giorni precedenti al loro tragico decesso con forti dolori addominali, per due volte erano state dimesse il 25 e il 26 dicembre

Sono stati sequestrati i prodotti alimentari presenti nell’abitazione e risultano cinque i medici indagati per la morte della quindicenne Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute a seguito di una presunta intossicazione alimentare nella loro casa di Pietracatella, in provincia di Campobasso. I cinque iscritti nel registro degli indagati, tra medici e personale sanitario, fanno parte dell’équipe dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove le due donne erano state trasportate dopo il malore. Le ipotesi di reato al momento formulate dalla procura sono omicidio colposo plurimo, lesioni personali colpose e la specifica responsabilità penale in ambito sanitario. Nel frattempo, gli inquirenti hanno disposto il sequestro degli alimenti conservati nel frigorifero dell’abitazione e consumati la sera precedente al decesso. Tra i prodotti prelevati figurano vongole, cozze, seppie, baccalà e funghi. Questi ultimi, secondo quanto emerso, erano confezionati e certificati.

Le dimissioni dall’ospedale (per due volte)

Nella giornata di ieri, gli investigatori avevano già effettuato un ampio sequestro degli alimenti che le due donne avrebbero consumato nei pasti per festeggiare il Natale: barattoli, conserve, prodotti commestibili ma anche scarti di alimenti (come gusci di vongole) sono stati recuperati e portati in laboratorio. Lì saranno analizzati. Sotto la lente d’ingrandimento della procura, però, ci sono soprattutto i fatti avvenuti a Cardarellli. Le donne, recatesi in pronto soccorso nei giorni precedenti al loro tragico decesso con forti dolori addominali, nausea e vomito persistente, per due volte erano state dimesse il 25 e il 26 dicembre. 

La Asl: «Protocolli rispettati»

«Abbiamo convocato un primo approfondimento per comprendere quale sia stato il percorso all’interno della struttura sanitaria. Durante la permanenza in Pronto soccorso le persone sono state assistite, idratate e sono state avviate tutte le indagini diagnostiche previste dai protocolli, dalle linee guida e dalle best practices», ha fatto sapere il direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, nel corso della conferenza stampa convocata questa mattina.

Le condizioni del marito

Mentre le indagini stringono il cerchio su quanto potrebbe essere avvenuto all’ospedale, il marito di Antonella Di Ielsi si trova tuttora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Spallanzani di Roma. Anche lui, unico insieme a moglie e figlia tra i commensali delle cene in cui si sospetta l’ingestione di cibi intossicati, ha accusato forti sintomi. L’uomo sarebbe vigile e in condizioni stabili e «ben controllate».

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