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Chi sono Jacques e Jessica Moretti, i due gestori del locale “Le Constellation”, teatro del rogo di Capodanno

02 Gennaio 2026 - 17:58 Stefania Carboni
crans montana
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La coppia, che non ha rilasciato dichiarazioni ai media ma ha parlato in procura, si è definita «molto scossa». I due hanno anche un ristornate a Lens adesso «chiuso temporaneamente»

Jacques e Jessica Moretti sono i due proprietari del locale “Le Constellation”, teatro della strage di Crans-Montana. Sono stati interrogati dagli inquirenti. Al momento dell’incidente Jessica è rimasta ustionata a un braccio ma è salva. Il marito Jacques non era presente, perché stava in un altro locale della coppia a Lens. Al momento sul rogo in cui hanno perso la vita oltre 40 persone si indaga per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Jacques e Jessica per ora non hanno rilasciato dichiarazioni a media. Hanno riferito a un amico, secondo alcuni media elvetici, di essere «molto scossi». Tra le vittime del rogo ci sarebbero anche membri dello staff del locale.

Da dove provengono i Moretti

Lui originario della Corsica, lei della Costa Azzurra. canali social del Constellation. I Moretti avevano rilevato il locale nel 2015, quando versava in stato di abbandono, riconvertendolo a discoteca. “Le Constellation” era uno dei locali più frequentati di Crans-Montana. Oggi i suoi profili social sono chiusi. Ed è anche «chiuso temporaneamente» Le Vieux Chalet, il ristorante di Lens che appartiene alla coppia e che propone piatti del posto, anche francesi, da dove la coppia proviene.

Uno scatto dai social del “Le vieux chalet”, a Lens

Al momento i due non risultano indagati ma la loro posizione, specialmente per via dei materiali usati all’interno del locale e la gestione della sicurezza interna, potrebbe aggravarsi. La procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha detto che i Moretti «hanno fornito informazioni sulla disposizione interna del locale, sui lavori di ristrutturazione effettuati e sulla capienza del bar. L’indagine successiva si concentrerà sul lavoro svolto all’interno del bar, sui materiali utilizzati, sui permessi di esercizio e sulle misure di sicurezza adottate. Tra queste rientrano gli estintori, le vie di fuga, il rispetto delle norme antincendio e le attrezzature antincendio. Sono stati presi in considerazione il numero di persone presenti quella sera, il numero di persone che il bar è autorizzato ad accogliere, le attrezzature utilizzate, i locali, le vie di evacuazione e i punti di accesso». Perché sembra evidente che nella trappola di fuoco sulle Alpi svizzere qualcosa non ha funzionato. «A seconda dei risultati dell’indagine – ha dichiarato la procuratrice – sarà possibile verificare se vi sia o meno una responsabilità penale a carico delle persone. Se così fosse, e se le persone responsabili fossero ancora in vita, verrà aperta un’inchiesta nei loro confronti per incendio, omicidio colposo e lesioni personali colpose».

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