Strage Crans-Montana, arrivata a Milano la 15enne Sofia: «È la più grave». Identificate tre vittime italiane – La diretta

Proseguono le indagini sulle cause e le circostanze dell’incendio che ha devastato il locale Le Constellation a Crans‑Montana, causando oltre 40 morti e centinaia di feriti, molti dei quali in condizioni gravi. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, il rogo sarebbe partito dall’accensione di candele pirotecniche su bottiglie di champagne, che hanno incendiato materiali infiammabili nel soffitto. Le autorità stanno verificando le misure di sicurezza del locale e proseguono le operazioni di rimpatrio dei feriti italiani, mentre le famiglie delle vittime attendono di poter riconoscere i loro cari. La procura intanto ha aperto un’inchiesta per omicidio, lesioni e incendio colposi.
Foto copertina: ANSA/Benoit Girod | La procuratrice generale del Canton Vallese, BÈatrice Pilloud, rende omaggio alle vittime del Constellation, a Crans Montana (Svizzera)
Due sedicenni e un diciassettenne le vittime italiane
A quanto si apprende, le tre vittime identificate sarebbero il sedicenne bolognese Giovanni Tamburi, il sedicenne milanese Achille Barosi e il quasi diciassettene genovese Emanuele Galeppini.
Identificate tre vittime italiane
Sono tre le vittime italiane dell’incendio di Capodanno di Crans-Montana che sono state identificate dalla polizia svizzera. Lo riferisce all’Ansa l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, senza specificare i nomi, ma precisando che le famiglie sono state informate. A questo punto, rimangono da identificare altri tre italiani classificati come dispersi.
Altre quattro vittime identificate: chi sono
Altre quattro persone, anch’esse svizzere, sono state identificate dalla Polizia cantonale vallesana, dal Disaster Victim Identification e dall’Istituto di medicina legale dopo l’incendio del Constellation. Si tratta di due donne di 24 e 22 anni e di due uomini di 21 e 18 anni. Il numero delle vittime a cui è stato dato un nome sale ora a otto, tutte di nazionalità elvetica.
Il 19enne tra i soccorritori: «La porta di servizio era chiusa»
«Durante i soccorsi mio padre Paolo ha cercato un’uscita di sicurezza per evacuare le persone che erano chiuse nel locale, ma ha trovato solo una porta. Non si sa se fosse un’uscita di sicurezza o una porta di servizio, certo è che non aveva il meccanismo di sicurezza: era una porta vetrata si vedeva dentro, c’era una decina di persone incollate al vetro che cercavano di uscire ma non potevano perché la porta era bloccata».
Il dettaglio riguardante le concitate fasi successive all’incendio del Constellation è riferito all’Ansa da Gianni Campolo, 19enne, di Ginevra, il giovane eroe che, con il padre Paolo, è accorso per aiutare i feriti. Questa via di uscita, secondo Campolo, è stata successivamente sfondata «mettendo in salvo più di una decina di persone».
«Abbiamo cercato se ci fossero altre porte, – ha aggiunto – c’era quella principale, se ci fosse stata un’altra via di uscita aperta ci sarebbero stati meno morti».
La madre di una ragazza ferita: «Non ha capito cosa le è successo»
»Ha subito un ulteriore intervento alle mani, l’hanno estubata. Siamo riusciti a vederla, e a parlarci anche. È abbastanza serena ma non ha ben compreso quello che è successo intorno a lei». Così alla TgR dell’Emilia-Romagna Cristina Ferretti, madre di Eleonora Palmieri, 29enne romagnola rimasta ferita nell’incendio di Crans-Montana e ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano. Eleonora, ha raccontato il fidanzato Filippo Bonifacio a diversi media fra cui l’edizione riminese del Resto del Carlino, è stata salvata dallo stesso ragazzo, 24enne, che l’ha cercata tra la folla in fuga e l’ha trascinata via, con ustioni, portandola immediatamente all’ospedale svizzero di Sion.
«Siamo usciti verso mezzanotte e siamo andati a festeggiare il Capodanno a Montana dove c’era la festa all’aperto – ha raccontato al Carlino – Abbiamo fatto il conto alla rovescia lì». «La musica doveva finire subito dopo mezzanotte, ma il dj ha deciso di continuare fino all’1.15. Quel quarto d’ora in più ci ha salvato la vita». I due si sono infatti spostati dopo a Crans, dopo l’una e un quarto, e l’incendio è scoppiato proprio quando è arrivato il loro turno – dopo una lunga fila – di entrare nel locale Le Constellation. «È arrivata una massa di persone che correva nel panico. Siamo stati scaraventati fuori tutti insieme. In quel momento ho perso di vista tutti, anche Eleonora». Poi l’ha trovata e raggiunta, aveva ustioni ed è corso in ospedale. «Mi sono guardato intorno e sembrava un film dell’orrore».
Arrivata al Niguarda Sofia, la ferita più grave
È arrivata poco fa in elicottero all’ospedale Niguarda di Milano l’ottava giovane italiana sopravvissuta alla strage di Crans-Montana, la quindicenne Sofia, studentessa del liceo Virgilio di Milano. La ragazza, che era in vacanza in Svizzera con altri tre compagni di classe, è stata presa in carico dal Centro Ustioni, ed è stata trasferita dall’ospedale di Losanna. «Per fortuna – ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso – abbiamo avuto l’autorizzazione a trasportarla in elicottero. Questo è l’unico arrivo previsto per oggi perché gli altri tre pazienti che sono stati visitati dal nostro team che sta girando tutti gli ospedali, sono stati dichiarati non trasportabili. Siamo quindi in attesa che le loro condizioni migliorino, verosimilmente intorno al 6-7 gennaio potrebbero essere trasferiti»
Tajani: «Non escludiamo che ci siano italiani tra le vittime»
«La polizia svizzera ha già identificato sei cadaveri, ma non sono di cittadini italiani. Oggi ha convocato le famiglie delle persone disperse o ferite per dare ulteriori comunicazioni. Quindi è probabile che già oggi ci sia l’identificazione di altre persone decedute nella tragedia della notte di Capodanno. Nel caso di vittime siamo pronti a organizzare un volo di stato con un C130. Però adesso aspettiamo di avere conferme di eventuali vittime italiane, cosa da non escludere», ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani al Tg2.
Il bilancio delle vittime e dei feriti
L’ultimo aggiornamento sulla tragedia di Crans-Montana parla di «121 feriti, di cui 5 non identificati, e 40 deceduti, di cui 4 identificati», come ha reso noto l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, citando le informazioni più recenti fornite dalle autorità svizzere. «Le procedure di identificazione vanno avanti e si concluderanno in gran parte tra oggi e domani, l’identificazione di alcune vittime invece richiederà più tempo», ha spiegato Cornado, precisando che alle 17:00 è prevista un’ulteriore informativa per le famiglie.
In corso il trasferimento al Niguarda di una ferita italiana
Proseguono le operazioni per il rientro in Italia dell’ottava persona ferita. Si tratta di una donna prelevata dall’ospedale di Losanna e trasferita al Niguarda di Milano. Il trasferimento avviene tramite un elicottero sanitario della Protezione civile della Valle d’Aosta, che gestisce l’intervento in coordinamento con la Centrale remota delle operazioni di soccorso sanitario.
Prime vittime identificate
Sono quattro giovani svizzeri le prime vittime identificate dell’incendio del Constellation, secondo quanto riferito dalla polizia cantonale del Vallese. Si tratta di due ragazze, di 21 e 16 anni, e due ragazzi, di 18 e 16 anni. Le autorità precisano che le salme sono già state riconsegnate alle famiglie.
