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Dicevano: «Brigitte Macron è nata uomo». La rivincita della first lady francese contro complottisti e hater: 10 condannati per cyberbullismo

05 Gennaio 2026 - 16:00 Ugo Milano
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La consorte di Emmanuel Macron esulta: «Non si gioca con la mia genealogia, un certificato di nascita non è cosa da poco». La vittoria in Francia, in attesa degli sviluppi del processo negli Stati Uniti

Dieci persone sono state condannate dal tribunale di Parigi con l’accusa di cyberbullismo nei confronti di Brigitte Macron, first lady di Francia. Le pene previste vanno da un corso di sensibilizzazione sul linguaggio d’odio online a otto mesi di reclusione con sospensione della pena. La corte parigina ha riconosciuto i commenti degli imputati come «particolarmente degradanti, offensivi e maliziosi» nei confronti della moglie di Emmanuel Macron, da tempo oggetto di insulti e teorie del complotto su una sua presunta identità transessuale e presunti reati pedofili, che hanno portato a un processo parallelo anche negli Stati Uniti contro l’influencer Candance Owens.

Assente in aula la first lady

Gli imputati sono 8 uomini e 2 donne di età compresa fra 41 e 65 anni. Ognuno di loro è accusato di aver pubblicato «numerosi commenti maligni», sostenendo falsamente che Brigitte Macron fosse in realtà nata uomo e accusandola di pedofilia a causa della differenza di età di 24 anni con il marito. La first lady di Francia non ha partecipato al processo di due giorni, che si è tenuto a ottobre. «Non si gioca con la mia genealogia, un certificato di nascita non è cosa da poco», ha detto oggi Brigitte Macron commentando la sentenza.

La testimonianza della figlia

A testimoniare in aula c’era però sua figlia, Tiphaine Auzière, che ha descritto il «deterioramento» della vita di sua madre da quando sono comparse le prime molestie online e quando si sono intensificate fino a raggiungere centinaia di migliaia di persone. «Non potete ignorare le cose orribili che vengono dette su di lei», ha detto Auzière alla Corte, precisando come anche lei e i nipoti di Macron abbiano risentito dell’impatto di questa vicenda.

Chi sono gli imputati

Una figura chiave nella diffusione delle teorie del complotto su Brigitte Macron è l’imputata Delphine Jegousse, 51 anni, conosciuta come “Amandine Roy”. Nel 2021, è lei ad aver pubblicato un video di 4 ore sul suo canale YouTube volto proprio a “smascherare” la presunta identità transessuale della first lady. Tra gli altri imputati figurano un funzionario eletto, un insegnante e un informatico. Molti di loro hanno provato a difendersi di fronte al tribunale parigino assicurando che i loro commenti avevano un intento umoristico e non diffamatorio.

Foto copertina: EPA/Ludovic Marin | Brigitte Macron, moglie del presidente francese Emmanuel Macron

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