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Napoli, si accorge del fumo in casa e abbaia per svegliare i padroni: cane salva la famiglia dall’incendio

07 Gennaio 2026 - 08:34 Ugo Milano
incendio quartieri spagnoli napoli cane
incendio quartieri spagnoli napoli cane
Il bilancio finale è di 20 intossicati e nessun ferito grave. La figlia della coppia: «Siamo vivi per miracolo»

Non è stato un sistema di allarme e neppure una sirena dei pompieri, bensì l’abbaio ripetuto di un cane, a rompere il silenzio nei Quartieri Spagnoli di Napoli all’alba di martedì 6 gennaio. Rocky, un piccolo pinscher, è stato il primo ad accorgersi del fumo che ha invaso un’abitazione al piano terra nel cuore di Napoli, portando all’intossicazione di 20 persone, senza feriti gravi. Ed è proprio grazie a lui, scrive Il Mattino, se si sono riuscite a evitare bilanci ben peggiori.

Il rogo partito in una stanza

Il rogo è divampato in un appartamento di vico Campanile, all’incrocio con via Francesco Girardi. Prima ancora che le fiamme fossero visibili, una nube densa e nera ha saturato il palazzo. È in quel momento che il comportamento del cane è risultato decisivo per svegliare la famiglia e consentire la fuga. Antonio De Blasio, 63 anni, proprietario dell’appartamento, ha raccontato così al Mattino quegli attimi concitati: «La nube nera sembrava provenire dalla stanzetta in fondo ai locali, che comunica con il bagno e lo stanzino. Ma non sono riuscito a entrare perché l’aria era irrespirabile». L’uomo è riuscito a mettersi in fuga insieme alla moglie e al figlio 19enne. L’altra figlia, Emma, avrebbe dovuto essere nella stanzetta da cui è partito il rogo insieme al figlio minorenne, ma non erano in casa. «Ci siamo salvati per miracolo, probabilmente saremmo morti sia io che mio figlio», racconta la donna.

L’ipotesi del cortocircuito

Le cause dell’incendio restano da chiarire. Gli accertamenti si concentrano sulla fase iniziale del rogo, caratterizzata da una presenza prolungata e massiccia di fumo prima del divampare delle fiamme. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un cortocircuito, ma al momento non ci sono conferme ufficiali. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno impiegato oltre due ore per le operazioni di spegnimento, mentre l’appartamento interessato dalle fiamme è stato sequestrato. Il bilancio finale è di una ventina di persone intossicate, di cui quindici appartenenti alle forze dell’ordine.

I soccorsi e i controlli in ospedale

Le prime cure sono state prestate sul posto dai soccorritori del 118, ma per la maggior parte degli intossicati si è reso necessario il trasferimento al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini. «Nonostante l’iperafflusso di questi giorni, con circa 800 accessi negli ultimi tre giorni, siamo riusciti a dimettere tutti i pazienti nel giro di tre ore», spiega al Mattino Emilio Bellinfante, primario del pronto soccorso. Alla fine, non risulta alcun ferito grave.

Foto copertina: Dreamstime

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