Marin Jelenic ha ucciso il capotreno Alessandro Ambrosio per «motivi abietti»

Quando è stato fermato in stazione a Desenzano del Garda Marin Jelenic, il croato che ha ucciso il capotreno Alessandro Ambrosio, la sera del 5 gennaio a Bologna aveva con sé due coltelli. Sulle armi verranno svolti accertamenti per comprendere se si tratti di quella che ha ucciso Ambrosio. Il fermato aveva in particolare precedenti proprio per il porto di coltelli. L’uomo è stato identificato e individuato attraverso le immagini di videosorveglianza. Ed è stato seguito negli spostamenti fino a Milano, fino alle 6 di ieri mattina. Su come abbia poi raggiunto Desenzano non è ancora stato chiarito. Jelenic ha seguito «a lungo e apparentemente senza motivo», il capotreno. Una volta arrivati a ridosso del parcheggio della stazione di Bologna l’uomo ha accoltellato Ambrosio con un fendente mortale al polmone. La vittima è morta dissanguata prima che la trovasse un altro ferroviere. Il 36enne croato dovrà affrontare due aggravanti. La prima è l’aver agito per motivi abietti, la seconda è l’aver commesso il fatto all’interno o nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie.
Lo sciopero per la sicurezza
Intanto oggi in Emilia-Romagna gli operatori dei trasporti ferroviari incrociano le braccia per 8 ore. In una nota congiunta di tutte le sigle le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti sottolineano «pieno sostegno e condivisione allo sciopero delle attività ferroviarie in Emilia Romagna». Per i sindacati «la sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori deve essere una priorità assoluta e va garantita esclusivamente da operatori di pubblica sicurezza, adeguatamente formati, presenti e strutturati sul territorio». Anche i sindacati di polizia Siulp e Sap hanno chiesto maggiori tutele.
(in foto il capotreno Ambrosio)
