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L’alcol costa 100 miliardi l’anno. Lo studio in Francia: «Alimenta la violenza e fa male alla salute, ecco come uscirne»

08 Gennaio 2026 - 10:30 Ugo Milano
alcol violenza studio francia
alcol violenza studio francia
Secondo l’Oms è responsabile di 800 mila morti l’anno in Europa ed è coinvolto in un decesso su tre legato a traumi o atti violenti

Bere meno per stare meglio. È la sfida del Dry January, che ogni gennaio invita a sospendere il consumo di alcol. Ma secondo medici, ricercatori e associazioni, concentrarsi solo sulla salute individuale non basta. Perché l’alcol non è solo una questione di fegato o dipendenze, ma un fattore strutturale che crea un costo enorme per la collettività. In Francia il conto è salatissimo: 102 miliardi di euro l’anno, secondo l’Osservatorio francese delle droghe e delle dipendenze. Una cifra che include spese sanitarie, repressione, prevenzione, ma anche costi indiretti come la perdita di vite umane, di produttività e di qualità della vita.

Il legame tra alcol e violenza

«L’alcol costa molto più di quanto renda», riassume Emmanuel Ricard, presidente della Lega contro il cancro. Ed è, numeri alla mano, la prima causa di accesso al pronto soccorso, di violenze, risse, aggressioni domestiche e sessuali, incidenti stradali. Il nodo più scomodo riguarda il rapporto tra alcol e violenza, soprattutto maschile. Secondo l’Oms, l’alcol è responsabile di 800 mila morti l’anno in Europa ed è coinvolto in un decesso su tre legato a traumi o atti violenti. È anche un «fattore di rischio maggiore» nelle violenze che colpiscono donne e bambini, come confermato dai centri antiviolenza. Non a caso, un francese su quattro ritiene che se una donna è ubriaca non si possa parlare di stupro.

Il “costo della virilità”

La storica Lucile Peytavin ha provato a tradurre tutto questo in numeri. Secondo le sue stime, il costo delle violenze maschili, tra spese giudiziarie e conseguenze per le vittime, è di 95,2 miliardi di euro l’anno. Una cifra «evitabile», sostiene l’autrice de Il costo della virilità, se la criminalità degli uomini fosse al livello di quella delle donne. Il problema, dice Peytavin, è più culturale che individuale. «Ai ragazzi viene insegnata una virilità fatta di dominio e repressione delle emozioni, che con l’alcol si trasforma in disinibizione e violenza. Le donne non si comportano così: se possiamo educare in questo modo il 50% della popolazione, possiamo farlo anche con l’altro 50%».

Le richieste delle associazioni

Da anni le associazioni chiedono misure più incisive: prezzo minimo per unità di alcol, limiti alla pubblicità, campagne che colleghino esplicitamente alcol e violenza di genere. Alcune di queste politiche sono state adottate in Scozia e Irlanda, ma nella maggior parte degli altri Paesi europei non sono mai diventate realtà.

Foto copertina: Dreamstime/Bialasiewicz

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