Perché l’omicidio di Minneapolis di Renee Nicole Good sta diventando un caso. Trump: «Agitatrice di professione». Proteste e lanci di lacrimogeni

«Non voglio che qualcuno spari, ma non voglio neanche che qualcuno urli e cerchi di investire degli agenti di polizia». Questo il commento, lapidario, del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, alla sparatoria avvenuta ieri a Minneapolis dove Renee Nicole Good, 37 anni, cittadina americana, è stata uccisa da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice), l’agenzia federale per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere. Trump in un’intervista al New York Times l’ha definita una «agitatrice di professione» in una «situazione violenta».
Una lettura opposta a quella del governatore del Minnesota, Tim Walz che ha definito la sparatoria «prevedibile ed evitabile». Kristi Noem, del Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs), sostiene che il poliziotto è stato costretto a sparare dopo che la vittima aveva cercato di investire gli agenti. «Stava utilizzando il suo veicolo come un’arma». Non la pensa così il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, secondo cui la donna ha mosso l’auto per andare via. I leader democratici di Camera e Senato hanno già chiesto un’indagine sull’accaduto.
Oggi ci sono state proteste in città, mentre le scuole sono rimaste chiuse. Gli agenti federali hanno usato lacrimogeni per disperdere una manifestazione davanti al Bishop Henry Whipple Federal Building nel centro.
La stessa città di George Floyd
L’omicidio è avvenuto a pochi isolati dal luogo in cui cinque anni fa George Floyd fu brutalmente soffocato da un poliziotto. Stavolta però la cittadina, madre, è americana. Originaria del Colorado. Il suo ex marito, che ha chiesto di rimanere anonimo per motivi di sicurezza dei figli, ha detto che la donna aveva appena accompagnato il figlio di 6 anni a scuola e stava tornando a casa dalla sua attuale compagna quando ha incontrato un gruppo di agenti dell’ICE su una strada. Gli agenti erano intervenuti per una protesta spontanea a cui la donna però non stava prendendo parte. Renee Nicole Macklin Good aveva una figlia e un figlio dal primo matrimonio, che ora hanno 15 e 12 anni. Ha avuto un figlio di 6 anni dal secondo matrimonio da cui è rimasta vedova.
Il suo ex marito ha raccontato che negli ultimi anni era stata principalmente una mamma casalinga, ma in precedenza aveva lavorato come assistente dentistica e in una cooperativa di credito. Dopo la sparatoria, residenti e manifestanti si sono radunati in strada per protestare, anche a New York. L’episodio si inserisce in un momento di inasprimento delle operazioni federali sull’immigrazione a Minneapolis. Dall’inizio di dicembre, secondo le autorità federali, gli agenti dell’ICE hanno arrestato circa 1.400 persone in città.
